La Guardia di Finanza sgomina una banda di trafficanti di droga attiva nella Bassa Friulana

Udine – Ventiquattro misure cautelari eseguite, 49 persone complessivamente indagate e decine di perquisizioni tra le province di Udine, Gorizia e Trieste. È il bilancio dell’operazione “Change the Music”, condotta dalla Guardia di Finanza di Udine nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, che ha portato alla luce una presunta associazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti con base logistica nella Bassa Friulana.

L’operazione, eseguita nella mattinata del 28 luglio con l’impiego di oltre 180 militari, è stata sviluppata dai finanzieri del Gruppo di San Giorgio di Nogaro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito un vasto traffico di droga in diversi comuni del Friuli Venezia Giulia.

Le accuse contestate riguardano l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e numerosi episodi di spaccio. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, le contestazioni hanno carattere provvisorio fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

Secondo gli inquirenti, il gruppo sarebbe stato organizzato secondo una struttura gerarchica piramidale. Al vertice vi sarebbe stato un cittadino sloveno, già detenuto all’estero e con precedenti per reati legati agli stupefacenti e per omicidio. Sotto di lui avrebbero operato tre giovani italiani, poco più che ventenni, indicati come promotori e organizzatori delle principali piazze di spaccio.

Gli investigatori descrivono una rete articolata di collaboratori incaricati della distribuzione della droga, della raccolta del denaro e della custodia delle sostanze, oltre a persone che si sarebbero occupate della preparazione e del taglio degli stupefacenti prima della vendita.

Tra le sostanze commercializzate figurerebbero hashish, marijuana, cocaina, estratti di cannabis e anche la cosiddetta “cocaina rosa”, miscela di sostanze sintetiche nota negli ambienti dello sballo.

Nel corso delle indagini erano già stati arrestati altri otto soggetti per gli stessi reati.

Le attività investigative hanno consentito il sequestro di circa 11 chilogrammi di hashish, 17 chilogrammi di marijuana, oltre 6 chilogrammi tra cocaina bianca, rosa e nera, circa 1,5 chilogrammi di sostanze da taglio e droghe sintetiche, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi, telefoni cellulari, schede telefoniche e quattro scanner anti-intercettazione.

Sono inoltre stati sequestrati due revolver con munizioni e silenziatori, quattro pistole a salve, numerosi coltelli, due katane, un machete, alcuni taser e una balestra.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, supportata anche dalle intercettazioni telefoniche, sarebbe stato possibile ricostruire movimentazioni di stupefacenti per oltre 800 chilogrammi, con un giro d’affari stimato in decine di milioni di euro.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste ha disposto complessivamente 24 misure cautelari: nove custodie in carcere, eseguite nelle case circondariali di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e Treviso, quattordici arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicazione con persone diverse dai familiari conviventi, oltre a un obbligo di dimora.

La Guardia di Finanza sottolinea che le indagini sono state sviluppate anche grazie alle informazioni raccolte sul territorio e all’integrazione tra attività di intelligence, analisi finanziarie, intercettazioni e servizi di osservazione.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio della presunzione di innocenza, tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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