“L’Amorfo”: a Portogruaro una mostra per ripercorrere l’arte del pittore Antonio Boatto

Portogruaro (Ve) – Sabato 10 novembre alle ore 18.30 presso la Galleria di Arte Contemporanea “Ai Molini” in via Molini a Portogruaro verrà inaugurata la mostra del pittore Antonio Boatto intitolata L’Amorfo.

L’artista Antonio Boatto, conosciuto a livello internazionale e autore di importanti opere in Veneto e in Friuli, negli ultimi anni di vita si era dedicato con intensità ad un modo nuovo e personale di fare pittura: “provare a trasmettere con l’apporto delle immagini colorate, il pensiero filosofico di un artista che considera l’Amorfia un’assenza che vuole farsi presente, una possibilità ontologica antecedente il reale stesso come ci appare”

Da qui la scelta di presentare una serie di queste interessanti opere mai ancora esposte sino ad ora, L’Amorfo è senza ombra di dubbio una nuova corrente culturale partita dallo stesso artista poco prima della sua scomparsa.

ANTONIO BOATTO, pittore e scultore, era nato a San Stino di Livenza (Ve) il 21 agosto 1936; è morto nel 2015 dopo una lunga malattia.

L’artista aveva portato a termine la propria preparazione classica ed artistica a Milano, città che segna anche l’inizio della sua attività, prima di insegnante e poi di artista. Colto e tecnicamente preparato, attraversa con uno stile inconfondibile gli ultimi decenni della vicenda figurativa italiana.

Avendo frequentato studi filosofici e teologici, ben presto il suo interesse artistico prende anche la via del soggetto a contenuto sacro e religioso dove, stimato e assai attivo, esegue dipinti di grandi dimensioni, quali la Volta del Duomo di S. Marco a Pordenone, l’Abside del Santuario kennedyano di Boston, il Presbiterio della Chiesa di Saint Anne a New York e, come scultore, fra le numerose opere in marmo e in bronzo, la Porta Maggiore della Cattedrale di Vicenza.

La passione per la ricerca filosofico-teologica segna la sua vita seguendo pari passo quella umana e artistica; da letture e meditazioni quotidiane e numerose riflessioni scritte nasce, dopo lunga gestazione, il “Diario Metafisico” e la raccolta di poesie “Sfinitezza”.

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