Maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione: denunciata donna che impartiva lezioni di arabo e Corano

Maniago (Pn) – È stata la denuncia di una famiglia originaria del Bengala a far scattare le indagini dei carabinieri nei confronti di una donna, anche lei di origini bengalesi, che maltrattava i bambini nella sua abitazione di Maniago, trasformata in un centro per l’apprendimento di arabo e Corano.

La donna, 33 anni, è stata denunciata dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Pordenone, a conclusione di indagini condotte con l’ausilio tecnico di personale del Ros.

Dovrà rispondere dei reati di maltrattamento di minori e di esercizio arbitrario di professione: per ora è stata sottoposta alla misura coercitiva del divieto di espatrio e dell’obbligo della presentazione alla Polizia giudiziaria emessa dal Gip del Tribunale di Pordenone.

I bimbi che frequentavano l’abitazione della donna sono di età compresa tra i 3 e i 10 anni, tutti bengalesi: una delle famiglie di provenienza ha sporto denuncia. È partita così l’inchiesta, che è stata sviluppata sotto la direzione e il coordinamento diretto del Procuratore della Repubblica di Pordenone, Raffaele Tito.

I militari dell’Arma hanno inizialmente installato microcamere nell’abitazione, dopodiché hanno acquisito testimonianze e immagini delle percosse, infine hanno fatto irruzione nell’abitazione della donna.

Il sindaco di Maniago, Andrea Carli, ha emesso un’ordinanza disponendo la cessazione immediata di ogni attività di insegnamento, poiché condotta in totale mancanza di titoli abilitanti e di autorizzazioni amministrative e igienico sanitarie.

L’episodio maniaghese costituisce un’eccezione nella nostra Regione, che figura tra quelle più avanzate nel campo del dialogo con l’islam. I centri culturali islamici del Friuli Venezia Giuli fanno capo ad associazioni riconosciute che hanno rapporti aperti con le istituzioni e con i centri di cultura delle altre religioni.


Cfr. l’accurato articolo di Marco Orioles – “Islam” in B. Tellia (a cura di), “Immigrati e religioni. Il nuovo pluralismo delle fedi in Friuli Venezia Giulia”, Roma, Aracne, 2010.

Dello stesso autore è uscito sul “Messaggero Veneto” del 17 febbraio 2018 un commento dal titolo Le percosse nella scuola coranica, Marco Orioles: nell’educazione dei minori stop all’improvvisazione. Il sociologo: «La priorità dei musulmani friulani è la stessa degli altri che vivono in altri Paesi europei: assicurarsi che i figli riproducano la medesima cultura, religione e valori dei genitori».

Un’interessante visione dell’insegnamento islamico in Italia proviene dall’articolo (piuttosto datato ma ricco di documentazione) “Indottrinare la gioventù immigrata. Scuole islamiche in Italia oggi – scuole italiane negli Stati Uniti fra le due guerre mondiali: un confronto” in Asei – Archivio storico dell’emigrazione italiana, novembre 2007.

Sulla presenza islamica in Italia cfr. Tiziana Melloni – “La presenza musulmana in Europa e in Italia: alcuni dati recenti”, in Centro Culturale Veritas ottobre 2017.

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