Nel fine settimana il referendum tra i lavoratori della Ferriera per l’adesione all’Accordo

Trieste – Si svolge nelle giornate di giovedì 9, venerdì 10 e lunedì 13 gennaio alla Ferriera di Trieste il referendum sull’intesa tra lavoratori e gruppo Arvedi, parte integrante dell’Accordo di Programma sul destino dello stabilimento siderurgico.

L’accordo prevede la definitiva chiusura dell’area a caldo il 1° febbraio prossimo e la riconversione del sito industriale.

Divise le sigle sindacali, con la Fiom-Cgil che invita i lavoratori a votare contro l’intesa definita “un accordo a perdere” che “non tutela minimamente i livelli occupazionali”.

A favore del sì sono invece le sigle Uilm, Cisl, Failms e Usb. “Se dovesse vincere il ‘sì’, ha spiegato Umberto Salvaneschi (Cisl), “si andrà alla firma dell’Accordo di Programma. Se dovesse invece prevalere il ‘no’, ci troveremmo a fare un salto nel buio”.

La spaccatura, già annunciata nelle scorse settimane, è stata ribadita nell’assemblea dei lavoratori svoltasi il 7 gennaio.

Un incontro molto partecipato con qualche momento di tensione, durante il quale ai circa 300 operai presenti sono stati illustrati i contenuti dell’accordo sindacale presentato dalla proprietà il 23 dicembre al Mise.

Alla vigilia del referendum, l’8 gennaio, i sostenitori della firma dell’accordo, Uilm, Cisl, Failms e Usb, hanno inviato una lettera al Ministro Stefano Patuanelli, al governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e al presidente dell’Autorità Portuale Zeno D’Agostino, in cui chiedono la garanzia dei posti di lavoro esistenti attraverso le nuove attività dell’area a freddo e della logistica.

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