Perseguitava la figlia disabile e le persone che si prendevano cura di lei: arrestato

Pordenone – Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Questura di Pordenone – Divisione Polizia Anticrimine hanno arrestato A.B., 75 anni, residente a Sacile, poiché molestava ripetutamente la figlia disabile.

Già nel 2011 la giovane si era volontariamente allontanata dalla casa dove conviveva con il padre andando a risiedere presso gli zii, a causa delle violenza e dei maltrattamenti subiti nel corso degli anni.

Tali comportamenti vessatori si sono protratti nel tempo creando uno stato di ansia e di paura che si prolungava anche durante la giornata divenendo stato d’animo permanente, oltreché fondato timore per l’incolumità propria, vista la volontà del padre di riprenderla con sé presso la propria abitazione.

La situazione si era particolarmente accentuata negli ultimi mesi anche alla luce del fatto che il padre aveva iniziato a contattare tutte le persone che gravitavano intorno alla figlia, alle quali rivolgeva gravi minacce.

L’uomo era già stato ammonito con provvedimento del Questore nel 2013, ma nonostante il formale avvertimento, lo stesso ha continuato a molestare la figlia seguendola nei suoi spostamenti o aspettandola fuori dal posto di lavoro per aggredirla verbalmente e minacciandola qualora non fosse tornata a vivere con lui.

Le azioni vessatorie sono state rivolte anche nei confronti dei colleghi e di tutte le persone che gravitavano intorno alla figlia, che a loro volta sono state minacciate di morte.

Il genitore aveva anche assoldato un cittadino straniero che avrebbe avuto il compito di arrecare danni fisici all’amministratore di sostegno della figlia, al Giudice Tutelare e a quant’altri le prestavano assistenza.

Il cittadino straniero però ha svelato ai poliziotti i piani dell’uomo, dichiarando di essere stato testimone del fatto che questi si fosse recato nei pressi dell’abitazione del Giudice tutelare che a suo tempo aveva nominato l’amministratore di sostegno della figlia, per gettare sul viadotto di casa dei chiodi per danneggiare le gomme della sua auto.

Di fatto, il padre ha sistematicamente molestato e minacciato la figlia appostandosi in sua attesa, minacciando lei, gli educatori e i legali, incrinando profondamente il suo equilibrio psichico.

Le esigenze cautelari sono state individuate nella progressiva intensificazione di condotte vessatorie e minacce nei confronti di una persona disabile e per questo più sensibile.

Inoltre è stata considerata rilevante la volontà di attuare propositi violenti ed aggressivi nei confronti del giudice tutelare che in passato si era interessato alla nomina dell’amministratore di sostegno della figlia, denotando una gravissima intensificazione della volontà criminosa.

Al termine delle indagini, il Pubblico Ministero ha richiesto ed ottenuto il provvedimento di custodia cautelare in carcere, quale unico strumento disponibile per controllare la condotta della persona in modo da contenerne la spinta delinquenziale.

Al termine delle incombenze di rito A.B. è stato associato alla Casa Circondariale di Pordenone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i delitti previsti e puniti dall’articolo 612 bis del codice penale (atti persecutori).

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