Piero Mauro Zanin è il nuovo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia

Trieste – Piero Mauro Zanin (FI) è il nuovo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

È stato eletto con 29 voti alla seconda votazione, in quanto nella prima non era stata raggiunta la maggioranza assoluta.

Tra le due votazioni, avendo la maggioranza rifiutato la richiesta di un incontro dei capigruppo per cercare una convergenza su una candidatura di garanzia, consiglieri di tutti i gruppi di opposizione hanno preso la parola per annunciare la non partecipazione alla votazione.

Questo l’esito: votanti 29; schede valide 29; astenuti 20. Voti favorevoli 29

Subito dopo l’insediamento, Zanin ha ringraziato l’Aula e ha tracciato le linee che caratterizzeranno la sua presidenza nella XII legislatura regionale.

“Per quello che è successo non è per me un momento felice. Spero con il mio lavoro di poter recuperare un rapporto di fiducia con quanti ho già collaborato in passato e lavorerò in questi cinque anni”.

Sono state queste le prime parole del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, con riferimento all’andamento delle votazioni per l’elezione. Zanin ha poi ha dato seguito alla lettura del discorso di insediamento.

“Ringrazio l’Assemblea regionale per la fiducia e la grande responsabilità affidatami – ha detto – che assumo, nella consapevolezza di essere chiamato a svolgere un compito importante per assicurare l’imparzialità dell’Aula e i diritti dei singoli consiglieri, nell’interesse dell’intera comunità regionale”.

“Eserciterò il mio mandato attenendomi alle disposizioni che regolano l’attività del Consiglio, garantendo funzionalità ai nostri lavori, nel rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione, per dare piena dignità all’azione dell’Assemblea legislativa che deve essere improntata, guidata da un’etica della responsabilità, a quel forte senso delle Istituzioni che tutti noi dobbiamo rappresentare”.

“La reciproca legittimazione è la condizione necessaria per cogliere lo straordinario significato di sedere in quest’Aula, con l’orgoglio di rappresentare la nostra Comunità regionale e di impegnarci responsabilmente per il bene dei nostri cittadini, con concretezza e serietà”.

“La nostra missione, di tutti, dovrà essere quella di ‘infondere la speranza anche in ciò che è provvisorio, nella dimensione politica e nella sfera delle istituzioni’. ‘La speranza nei cieli non è nemica della fedeltà alla terra: è speranza anche per la terra”.

“Nel richiamare questi impegni, non posso non ricordare il presidente Ettore Romoli, esempio per noi tutti di rettitudine, indipendenza, apertura al dialogo e al confronto. Uomo di grande impegno con cui ha sempre assolto ai suoi compiti, dedicandosi al bene comune, ascoltando le esigenze dei cittadini e traducendo coerentemente la propria attività secondo le loro aspettative. Egli ci lascia un’eredità esigente. Lavorare e porre in essere azioni per il bene comune è il compito della buona politica perché le Istituzioni appartengono a tutti e noi abbiamo il dovere di colmare il distacco che si è formato tra i cittadini e le rappresentanze istituzionali, alle quali dobbiamo ridare la dignità che loro spetta attraverso la nostra attività quotidiana”.

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello, ha commentato così l’elezione del neopresidente Piero Mauro Zanin: “Quello a cui abbiamo assistito oggi è un problema che riguarda le istituzioni: tutti i gruppi di minoranza, non solo il Pd, si sono astenuti dal voto proprio perché è mancato il confronto. Tutti i consiglieri dem hanno preso la parola in Aula, motivando ciascuno la propria non partecipazione alla votazione.

“Questa elezione non ci ha soddisfatto in alcun modo – ha spiegato ancora Bolzonello – innanzitutto perché il nome di Zanin non era circolato nei giorni scorsi in maniera formale com’era successo per il compianto e rimpianto presidente Romoli, che avevamo votato con la sicurezza che sarebbe stato un uomo sopra le parti. Oggi invece, in Aula, parte della maggioranza non sapeva quale fosse il nome”.

“Altro dato negativo riguarda l’assoluta chiusura alla nostra richiesta di sospensione, con conseguente convocazione dei capigruppo, per dare un nostro contributo all’individuazione di un presidente, visto che la maggioranza si era lacerata in maniera totale. Ci hanno negato anche questo, per votarsi infine un presidente di assoluta parte, che non rappresenta l’intero Consiglio”.

“Infine – conclude Bolzonello -, prendiamo atto dello scollamento tra la maggioranza e la Giunta. Nella prima votazione è stato evidente che l’intesa di potere tra il presidente Fedriga e l’assessore Riccardi non ha avuto il supporto, in termini di voti, da parte dei consiglieri di maggioranza”.

 

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