Pronto Soccorso, l’unità sperimentale di Monfalcone per codici bianchi e verdi sarà replicata a Trieste

Monfalcone (Go) – L’ambulatorio “Rapid assessment unit (RAU)” all’Ospedale San Polo di Monfalcone ha permesso, nell’arco di un mese, di alleggerire del 30% circa il carico di pazienti del Pronto soccorso e di ridurre del 15 per cento, ovvero tra 30 e 40 minuti, il tempo d’attesa per le visite e le dimissioni del restante 70% degli utenti.

Nel corso del 2018 nel Pronto Soccorso di Monfalcone erano stati valutati 38.268 utenti di cui 240 codici rossi (0,6%), 5.296 codici gialli (13,8%), 21.197 codici verdi (55,4%) e 11.534 codici bianchi (30,1%). 

L’ambulatorio RAU monfalconese, nato per ridurre il carico dei codici bianchi e verdi, si trova in uno spazio contiguo alla sala d’attesa del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Polo, a pochi metri dal triage, ed è attivo dalle 8 alle 20, sette giorni su sette. Nell’ambulatorio sono sempre presenti un medico e un infermiere.

Visti i risultati positivi, tale pratica sarà esportata in altre città, a partire da Trieste. Entro ottobre verrà infatti attivato anche al Pronto soccorso di Cattinara un ambulatorio riservato ai codici bianchi e verdi, ovvero quelli che non necessitano di prestazioni d’urgenza.

I risultati della sperimentazione sono stati presentati dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi assieme al commissario straordinario dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (AsuiTs) e dell’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 2 Bassa Friulana-Isontina, Antonio Poggiana, al sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint e al direttore del Pronto soccorso, Alfredo Barillari.

Analizzando i dati d’accesso al Pronto soccorso di Monfalcone, dopo aver ringraziato i professionisti e i volontari che si sono prodigati per concretizzare questa esperienza, Riccardi ha rimarcato che “la sanità è sistema complicato, ma quest’iniziativa dimostra come azioni relativamente semplici possano risolvere anche problemi complessi. Questa operazione consente, con un contenuto aumento dei costi, di avere elevate ricadute sul piano sociale perché riduce la tensione alla quale sono sottoposti sia gli utenti sia i professionisti del settore sanitario”.

Il vicegovernatore ha evidenziato che “l’elevata pressione, sia lavorativa sia psicologica ed emotiva, che si sviluppava nel Pronto soccorso di Monfalcone, il quale riceve mediamente 37mila pazienti all’anno, è stata notevolmente mitigata da questo modello operativo. Un’ulteriore prova del fatto che dobbiamo introdurre nel nostro sistema sanitario nuove procedure operative perché molte di quelle adottate almeno 25 anni fa non rispondono più alle esigenze degli utenti e di una società che è profondamente mutata”.

“Se oggi gli utenti accedono in modo errato ai percorsi sanitari, come dimostra l’elevato numero di codici bianchi e verdi nei Pronto soccorso, la colpa non è loro ma del sistema che non ha consentito di individuare soluzioni a tale problema. Questa è una criticità che deve essere risolta per garantire il miglioramento dei servizi ai cittadini e la tenuta del sistema sanitario, oltre a consentire ai professionisti di lavorare in maniera ottimale”.

In merito al servizio a Monfalcone, Poggiana ha assicurato che l’ambulatorio Rau, avviato inizialmente in forma sperimentale, proseguirà la propria attività e ha spiegato che verrà valutata la possibilità di estenderne l’operatività su un arco di 24 ore al giorno.

Alla presentazione dei risultati dell’attività erano presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali Giuseppe Nicoli e Antonio Calligaris.

Sul sistema di affidamento dell’incarico per la gestione della RAU è intervenuto invece il consigliere regionale del M5S Andrea Ussai, che già al’inizio di agosto aveva presentato un’apposita interrogazione  all’assessore regionale alla sanità.

“Nell’attesa di vedere un reale rinforzo della santità territoriale, che dovrebbe fare da filtro per l’ospedale, avevamo elogiato la volontà della Dirigenza dell’AAS2 di ridurre i tempi di attesa per i pazienti che accedono al Pronto Soccorso di Monfalcone attraverso l’attivazione sperimentale di un ambulatorio per i codici bianchi e verdi, al fine di ridurre la possibilità di eventi avversi agli utenti in attesa con patologie non urgenti e ridurre la conflittualità con gli operatori sanitari, ma aspettiamo una risposta rispetto al metodo di affidamento, visto che qualcosa non ci torna”.

“Le criticità che caratterizzano Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza di Monfalcone – sostiene Ussai – sono da tempo evidenziate dal disagio degli utenti e degli operatori sanitari causato dal sovraffollamento. Non si capisce quindi da dove derivi il carattere di urgenza  che ha portato a non aspettare i tempi necessari a concludere una normale procedura di gara, preferendo interpellare e affidare direttamente alla Croce Verde di Mestre l’immediata costituzione dell’ambulatorio codici bianchi e verdi, composto da un medico e un infermiere. Soprattutto perché, come si evince dal decreto n° 415 di fine luglio, il 12 dello stesso mese, ben prima dell’affidamento, si conosceva l’elenco dei medici “Libero Professionisti” idonei che avevano dato la disponibilità ad attivare in via sperimentale per 6 mesi l’ambulatorio, dopo che il 1 luglio l’Azienda aveva indetto un avviso ad evidenza pubblica per l’attivazione di contratti di lavoro autonomo per l’attività della nuova struttura”.

“Da sottolineare inoltre che il compenso per questi ultimi è di 40 euro lordi l’ora mentre quello per il pull di personale fornito dalla cooperativa (medico e infermiere) è più del doppio (90 euro Iva esente) – rileva il consigliere regionale -. Va infine rimarcato come a nostro avviso si sarebbero potuti coinvolgere in questo progetto da subito anche i Medici di continuità assistenziale. Oggi dalla stampa apprendiamo che l’azienda ha aperto a questa possibilità  ma non ha voluto ancora chiarire i nostri dubbi e anzi sembra voglia continuare la collaborazione con la Croce Verde di Mestre. Siamo certi che l’azienda saprà giustificare queste scelte, che sicuramente saranno state mosse dalle più buone intenzioni”.

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