Questo non è amore: Udine celebra le donne ed invita alla riflessione con un concerto

Udine – Ogni anno l’8 marzo si festeggiano le donne di tutto il mondo con fiori e pensieri che sono da sempre molto graditi.

Quest’anno Udine ha deciso di dare un’impronta diversa a questa giornata così importante per l’universo femminile allestendo un concerto il cui titolo “Questo non è amore” rimanda chiaramente ad una tematica ormai presente nella nostra quotidianità ovvero la violenza sulle donne. Quasi ogni giorno veniamo a conoscenza di casi di violenza domestica e femminicidi che destano indignazione per qualche tempo per poi finire nel dimenticatoio.

Le statistiche mostrano dati che dovrebbero farci riflettere: nel 2017 solo i casi di femminicidio si aggirano intorno ai duecento. In Europa non siamo comunque tra i primi Paesi per la violenza contro le donne: secondo l’Agenzia per i Diritti fondamentali dell’Unione Europea tra i casi di violenza in Italia il 27% dei casi è nei confronti delle donne a fronte del 52% in Danimarca 47% in Finlandia 44% Francia e Gran Bretagna.

Magra consolazione se pensiamo che ogni due giorni circa una donna subisce tali atti, senza contare gli episodi di violenza domestica che spesso non sono denunciati alle autorità per diversi motivi: talvolta non si trova il coraggio di coinvolgere i propri familiari, talvolta manca l’appoggio psicologico ed economico necessario in situazioni di particolare disagio. Altre volte si preferisce semplicemente tenere in sordina questi episodi per retaggio culturale: non è raro ancora oggi sentire che “i panni sporchi si lavano in casa” dunque si prova vergogna e ci si sente in colpa a parlare di un fenomeno che non accenna a diminuire.

Il concerto dell’8 Marzo, organizzato dal Comune di Udine insieme alla scuola di musica Music Art con l’appoggio e la collaborazione della Questura di Udine, ha voluto trasmettere un messaggio chiaro affinché questo tema non sia sminuito o banalizzato ed ha scelto una data simbolica.

Music Art nasce dall’idea di Paolo Marangone e Luca Paron, che hanno dato vita ad una scuola di musica dall’impronta giovane nel centro del capoluogo friulano.

Le allieve del corso di canto della Scuola, che vanno dai dodici ai trentacinque anni, hanno eseguito un repertorio musicale spaziando tra vari brani dagli anni Ottanta ai giorni nostri.

Dai più recenti come “What about us” di Pink e “Vietato morire “di Ermal Meta ai classici come “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini e la meravigliosa “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, le bellissime voci delle allieve  hanno emozionato il pubblico presente ed incuriosito i passanti che non hanno esitato ad unirsi al coro.

Presenti all’evento anche i rappresentanti dei centri antiviolenza “Zero Tolerance”, “Se non ora quando”, “Donne resistenti”, presenti sul territorio, che forniscono ascolto e sostegno alle donne in difficoltà.

L’evento ha ricordato che le donne meritano rispetto ogni giorno non solo l’8 marzo ed è necessario continuare a parlare di violenza fisica e psicologica contro il nostro genere inaccettabile per una società che voglia definirsi civile. La discriminazione è palpabile nella quotidianità:  il cosiddetto “gender gap” porta le donne di qualsiasi classe e posizione lavorativa a guadagnare fino a tremila euro in meno all’anno rispetto ad un uomo che svolga la stessa mansione. Il rispetto è un impegno per tutti i giorni dell’anno.

Katrin Zanforlin

 

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