Solidarietà per Floriana Bulfon: la giornalista friulana vincitrice del premio Luchetta 2016 vittima di un’aggressione

Roma – Lo scorso 17 luglio la giornalista di Peonis (Ud) Floriana Bulfon è stata aggredita in un vicolo alla periferia di Roma assieme alla troupe che stava documentando l’arresto dei componenti del clan dei Casamonica durante la vasta operazione di polizia in cui, per la prima volta, viene contestata al clan l’associazione mafiosa.

Questi i fatti, ricostruiti dal notiziario della Federazione nazionale stampa italiana, che ha manifestato solidarietà ai colleghi pre l’aggressione.

“Roma, Vicolo di Porta Furba, quartiere generale del clan Casamonica. 17 luglio 2018. I colleghi Piergiorgio Giacovazzo e Floriana Bulfon entrano in una strada pubblica subito dopo il blitz delle forze dell’ordine, operato oggi contro quest’associazione per delinquere. Lavorano per dare voce al quartiere, documentare l’ambiente, raccogliere il pensiero su questi arresti.

Contro i colleghi Giacovazzo e Bulfon, e la troupe, si scagliano con violenza, prima le bambine e poi le donne della famiglia Casamonica; minacce e insulti, poi volano bastoni, scope – e tutto quello che le donne trovano – contro i giornalisti, uno colpisce l’operatore.

Cercano di distruggere la telecamera strappando dei cavi, togliendo anche le schede nello zainetto che serviva per fare un collegamento in diretta alle 13. Un’aggressione finita solo per caso senza feriti, grazie all’intervento degli uomini della famiglia che hanno portato via le donne e al fatto che – saggiamente – la troupe si è spostata per evitare altri contatti.

Alla fine il collegamento in diretta il collega Giacovazzo lo ha fatto, solo perché – con la forza del giusto che difende il maltolto – ha levato dalle mani di una signora del clan, le schede telefoniche indispensabili per la diretta”.

Solidarietà è stata espressa anche da Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei giornalisti e Usigrai:

“I parenti degli arrestati si sono scagliati con i bastoni contro i giornalisti Floriana Bulfon di Repubblica e Piergiorgio Giacovazzo del Tg2, ‘colpevoli’ di essersi recati dove sono stati effettuati gli arresti per svolgere il loro lavoro. Una reazione inaccettabile», commentano i rappresentanti dei giornalisti”.

“Chiunque colpisca un giornalista – concludono Fnsi, Odg e Usigrai – colpisce il diritto dei cittadini ad essere informati e dunque uno dei pilastri della democrazia. La reazione scomposta dei familiari degli arrestati testimonia quanto il lavoro dei cronisti dia fastidio a chi vorrebbe coltivare nell’oscurità i propri loschi affari”.

“Grazie per avermi manifestato il vostro sostegno – ha scritto Floriana Bulfon su Facebook. – Continuerò, insieme a tanti colleghi, a raccontare le mafie, a tenere la schiena dritta, perché nessuna intimidazione ci metterà il bavaglio. Abbiamo bisogno di un giornalismo libero”.

Floriana Bulfon, nata a Nimis (Ud), ha studiato a Udine, Roma e Bologna. Giornalista d’inchiesta, ha vinto il Premio Luchetta reportage 2016 insieme alla collega Cristina Mastrandrea per il videoreportage “Invisibili” pubblicato da l’Espresso e prodotto da Unicef Italia sui minori stranieri abbandonati a se stessi e sfruttati nella zona della stazione Termini, a Roma.

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