Ubriachezza, tre interventi della Polizia a Trieste. Dati preoccupanti sulla pericolosità dell’alcol

Trieste – Tre episodi legati all’ubriachezza hanno impegnato le Forze dell’ordine tra mercoledì 15 e giovedì 16 maggio.

Il primo si è verificato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, dove un uomo di nazionalità kossovara, L.R., nato nel 1972, palesemente alterato, ha arrecato disagio ai sanitari. Dato che era privo di documenti identificativi, gli agenti della Squadra Volante, allertati dal personale del Pronto Soccorso, lo ha accompagnato in Questura e fotosegnalato. Dopo i riscontri e le formalità di rito, il kosovaro è stato deferito in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica, per non aver ottemperato a un Ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

Sempre a causa dell’alcol, una donna triestina, V.S., nata nel 1976, è stata denunciata per minacce aggravate. Per motivi personali ha minacciato la proprietaria di un bar nel rione di San Giovanni brandendo una bottiglia.

Ancora un intervento presso un supermercato di viale Miramare dove un uomo, D.B., nato nel 1961 in provincia di Bari e residente in città, è stato sanzionato per ubriachezza. Se l’era presa con un addetto alla vigilanza. È stato poi soccorso e accompagnato dai sanitari al pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara.

Il consumo di alcolici in misura pericolosa è stato evidenziato il 15 maggio all’Alcohol Prevention Day 2019, dove è stata presentata la Relazione al Parlamento, che il ministro della Salute Giulia Grillo ha trasmesso alla fine di aprile alle Camere, con dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità.

In Italia sono 8 milioni e 600 mila i consumatori di alcol a rischio, 68 mila le persone alcol-dipendenti prese in carico dai servizi di cura. 4.575 gli incidenti stradali causati dall’uso di alcolici, in aumento dal 2015 (dal 7,6% al 7,8%).

Nel corso del 2017 si sono verificati complessivamente 39.182 accessi in Pronto soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi il 70% si riferisce ad accessi di uomini e il restante 30% ad accessi di donne.

Nel rapporto si evidenzia che mentre sono in calo gli astemi, i consumatori crescono oltre il 65%, specie quelli occasionali – il 45% – e quelli che bevono fuori pasto, il 30%.

Aumentano anche i consumi medi pro-capite: 7,5 litri all’anno che diventano 12 litri se riferiti esclusivamente a chi dichiara di consumare, di cui 16 litri per i maschi, 5,7 per le femmine.

Il bere fino ad ubriacarsi riguarda il 12% della popolazione maschile e il 3,5 % di quella femminile, con circa 4 milioni di bevitori compulsivi.

I dati disponibili più recenti sui decessi totalmente attribuibili all’alcol si riferiscono al 2015, anno in cui in Italia sono stati registrati 1.240 decessi, di cui 1016 (81,9%) uomini e 224 donne (18,1%).

Le due patologie che causano il numero maggiore di morti per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche indotte da alcol.

A livello globale l’alcol è uno dei principali fattori di rischio e di malattia e tra le prime cause di mortalità prematura e di disabilità evitabili. Ogni anno l’alcol causa nel mondo 3,3 milioni di morti.

Il consumo di bevande alcoliche è complessivamente responsabile di mortalità prematura, disabilità e insorgenza di oltre 200 malattie che includono il cancro, le malattie cardiovascolari e le disfunzioni metaboliche e costano alla società almeno 17 milioni di anni di vita persi.

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