Udine troppo debole in mischia, Valpolicella espugna il “Gerli”

Udine – Due mete tecniche ed una raffica di calci di punizione incassati in mischia chiusa, più una meta subita da “penaltouche”. L’analisi della partita è presto fatta. Udine può opporre solo l’orgoglio allo strapotere dei primi otto uomini del Valpollicella, che in mischia ordinata hanno fatto il bello e cattivo tempo. Purtroppo in questo sport questa fase di gioco è ancora tremendamente determinante. La partita odierna lo ha dimostrato in modo plateale. Alla già grave situazione della rosa in prima linea si è aggiunta all’ultimo minuto anche l’assenza di Morosanu, che proprio oggi è diventato papà per la seconda volta. Ed è stata l’unica nota positiva della domenica.

Già dalla prima mischia ordinata si capisce che questa fase di gioco oggi per i bianconeri sarà un calvario, ma nonostante tutto Macor e compagni oppongono una difesa attenta e la consueta abilità palla in mano. Sono proprio i friulani a segnare per primi e proprio con capitan Macor che schiaccia in meta al termine di un’azione collettiva del pack. Tarantola trasforma. Gli avanti, infatti, giocano alla pari nelle mischie aperte, arrivando spesso prima dei pari ruolo avversari nei punti d’incontro. Le note dolenti arrivano, per l’appunto, dalla mischia chiusa, dove è sofferenza pura. Al 18esimo arriva la prima meta tecnica per il Valpollicella, che da quel momento in poi rinunceranno sistematicamente a piazzare per chiedere “mischia” ad ogni occasione. Gli udinesi però sono ancora freschi e possono esprimere il loro talento: arrivano le mete di un travolgente Tiziano Picchietti (anche oggi il migliore in campo), che si conferma un ball carrier di qualità, e di Rigutti che negli spazi aperti non ha rivali e finalizza un’azione capolavoro della linea arretrata. In entrambi i casi Tarantola non sbaglia la trasformazione, anche da posizione molto angolata.
Nella ripresa, però, il lavoro ai fianchi che parte dalla mischia chiusa comincia a farsi sentire. Arriva subito una meta dei veneti con l’estremo van Tonder su una bella azione al largo che sfrutta qualche errore di placcaggio di troppo. Stesso copione una ventina di minuti dopo: azione multifase del Valpollicella, qualche ritardo in chiusura e meta dell’ala scaligera Saccomani. Poi in una decina di minuti, mentre le ultime mischie vengono disputate come no contest dopo il rosso (per doppia ammonizione a Paulin), tre mete in rapida successione: la seconda meta tecnica del Valpollicella, la bella marcatura di Balzi, imbeccato dal solito Rigutti dopo l’ennesima cavalcata travolgente, che vale perlomeno un punto di bonus e infine, nei minuti di recupero la meta dell’ala veneta Schiroli che fissa il risultato sul 28 a 38 per il Valpollicella. (Nella foto: l’estremo Enrico Tarantola)

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