Udine, l’ex caserma Reginato consegnata alla residenza protetta “La Quiete”

Udine – L’iter di sdemanializzazione della zona dell’ex ospedale militare di Udine a favore della Residenza Protetta “La Quiete” è giunto al termine. Il verbale di consegna dell’area dell’ex caserma Reginato, come indicato dal decreto legislativo del 9 agosto scorso, è stato firmato giovedì 23 novembre nel Salone del Popolo del Comune di Udine.

Il documento rappresenta l’atto di consegna dell’area da parte dell’Agenzia del Demanio alla Regione Friuli Venezia Giulia e da quest’ultima all’Azienda pubblica per i servizi alla persona La Quiete.

Il verbale è stato firmato dal direttore dell’Agenzia del Demanio del FVG Pierluigi Di Blasio, dalla presidente della Regione Debora Serracchiani e dal presidente de La Quiete Stefano Gasparin.

«Si tratta – ha commentato la presidente della Regione FVG Debora Serracchiani – di un grande lavoro di squadra che ha prodotto il risultato che oggi si concretizza con la firma del verbale di consegna. Ritengo si tratti davvero di un gesto importante per la città. Un altro pezzo di Udine che si riqualifica – ha concluso –  senza però consumare suolo, ma donando di nuovo alla città in modo diverso quello già a suo tempo consumato».

Come riportato nell’articolo 3 del Decreto, dalla data del 23 novembre La Quiete subentra nella proprietà, nel possesso e in tutti i rapporti giuridici inerenti al bene e le competono i proventi e le spese derivanti dalla gestione.

La Quiete, inoltre, si impegna ad assicurare e sostenere la conservazione dello stesso e a destinarlo ad attività con finalità di interesse pubblico.

A La Quiete va una porzione dell’ex caserma di 11.200 metri quadri che fanno parte di un’area più ampia di circa 24 mila metri quadri dove troveranno posto anche la Prefettura e una parte ancora riservata a servitù militare.

«Ci tengo a rimarcare che durante il percorso procedurale che ha portato a questo risultato tutti i soggetti istituzionali coinvolti si sono parlati, ascoltati, confrontati, capiti senza diffidenza reciproca, in una parola hanno fatto sinergia, per raggiungere l’obiettivo programmato – ha commentato il presidente della Residenza La Quiete Stefano Gasparin – È stato un efficace gioco di squadra volto al bene comune. La Quiete è senza dubbio un bene prezioso per la città e non solo, per l’intero territorio: il primo intervento che abbiamo deciso di cantierare, grazie ai fondi della Regione, rafforza proprio il ruolo dell’Azienda pubblica per i servizi alla persona nel centro cittadino facendo riappropriare il quartiere di un’area verde dimenticata».

Soddisfatto anche Di Blasio che ha rimarcato il plauso per questa operazione e alla stretta collaborazione tra tutti i livelli governativi e amministrativi

«La Quiete – commenta il sindaco di Udine, Furio Honsell – è un riferimento per centinaia di famiglie friulane e udinesi. Con la sigla di questo patto si avvia finalmente la riqualificazione di tutta via Pracchiuso, recuperando e restituendo alla cittadinanza una parte significativa di quell’ex ospedale militare, che era della caserma Reginato, e che rappresentava una pesante servitù militare per quel quartiere. La Quiete – conclude – grazie anche a questo progetto, urbanistico diventerà un autentico polo intergenerazionale della città».

L’iter di sdemanializzazione, avviato solo lo scorso febbraio, è quindi concluso: possono iniziare i lavori di riqualificazione dell’area con la costruzione di un nuovo padiglione con 120 posti letto, nuovi uffici e parcheggi.

Il progetto ha più ampie finalità di riqualificazione urbana per l’intera città che ha così la possibilità di dare nuova vita a tutta l’area che si affaccia su via Pracchiuso e che da decenni è quasi completamente abbandonata e chiusa da un muro essendo zona militare invalicabile.

La Quiete infatti ha già annunciato nei mesi scorsi che riaprirà l’antica corte di San Valentino, il passaggio pedonale che migliorerà non solo la qualità dei servizi sanitari, ma consentirà il passaggio degli udinesi in un’ottica di dialogo e apertura tra gli anziani ospiti e la comunità cittadina.

 

 

 

 

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