Via dall’Italia il macellaio bengalese che aveva accoltellato un cittadino pakistano

Pordenone –

Pordenone – È stato rimandato in Bangladesh il cittadino bengalese che lo scorso 22 novembre aveva accoltellato una persona di origini pakistane.

Gli agenti della Polizia di Stato lo hanno accompagnato all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia-Tessera e imbarcato alle ore 9.00 odierne sul volo Venezia-Istanbul-Dacca, con scorta internazionale.

Il Questore della Provincia di Pordenone dr. Marco Odorisio infatti aveva revocato il permesso di soggiorno a seguito del grave fatto di sangue.

Cessata definitivamente per decadenza l’attività commerciale di macelleria etnica gestita dall’uomo, è stata formalizzata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Pordenone al Comune l’avvenuta esecuzione del provvedimento di espulsione affinché sia adottata la revoca della licenza.

I fatti

Come si ricorderà, nella serata di giovedì 22 novembre scorso, alle ore 20.40 circa, a seguito di segnalazione pervenuta alla Sala Operativa della Questura di Pordenone, un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico “Squadra Volante” era stato inviato in via Fratelli Bandiera presso una macelleria dove era stata segnalata una violenta aggressione a colpi di coltello.

Sul posto, gli agenti avevano trovato all’esterno dell’esercizio commerciale una persona, successivamente identificata per un cittadino pakistano 24enne, per terra con ferite da arma bianca alla testa.

Le immediate indagini avevano accertato che a seguito di una violenta lite per motivi personali H.P. 37enne, cittadino del Bangladesh, titolare della macelleria, aveva colpito con un coltello lo sfortunato cittadino pakistano, che riportava due ferite alla testa.

L’uomo era stato accompagnato presso il pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli, dove gli venivano riscontrate due ferite da taglio al capo e trattenuto in osservazione. Al termine delle incombenze di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Pordenone a disposizione della procedente Autorità Giudiziaria.

Quattro giorni dopo, il 26 novembre, il Questore della Provincia di Pordenone dr. Marco Odorisio ha disposto la sospensione per sessanta giorni dell’attività dell’esercizio alimentare di commercio al dettaglio di viale Fratelli Bandiera 2/C, ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

Allo stesso tempo il Questore ha avviato l’istruttoria per la procedura di revoca a carico di P. H. del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo rilasciatogli nell’anno 2008, quando cioè aveva aperto la macelleria etnica.

Il rigetto del ricorso al TAR

Il cittadino bengalese aveva impugnato il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno con ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia, che lo scorso 15 aprile ha emesso una sentenza con cui respingeva il ricorso in questione motivando e riconoscendo “una condizione di intrinseca pericolosità sociale che per le caratteristiche del fatto ha correttamente indotto l’Amministrazione a formulare, a carico del cittadino straniero, un giudizio di soggettiva incompatibilità rispetto alla sua permanenza nel Territorio Nazionale. Il disvalore della condotta appare comunque in conflitto con l’obbligo, incombente su ogni individuo, di osservare e custodire il valore dell’ordinata, pacifica e sicura convivenza civile”.

Venivano quindi richieste alle rispettive competenti Autorità Giudiziarie, Procura della Repubblica e Ufficio del G.I.P, i nulla osta all’esecuzione del provvedimento di espulsione, ottenuti i quali il 37enne bengalese nella mattinata di sabato 18 maggio è stato imbarcato sull’aereo con destinazione Dacca.

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