La presidente della Camera a Trieste incontra i ragazzi del liceo e i genitori di Giulio Regeni

Trieste – Lunedì 9 ottobre è giunta nel capoluogo giuliano la presidente della Camera dei Deputati, onorevole Laura Boldrini, invitata per l’inaugurazione dell’anno scolastico del liceo classico e linguistico “Francesco Petrarca” di Trieste.

La Lectio Magistralis della presidente, svoltasi presso l’aula magna dell’Università, era dedicata agli articoli 3 e 51 della Costituzione repubblicana.

L’incontro fa parte di un progetto – intitolato a Giulio Regeni, già allievo del Liceo – che prevede, di anno in anno, la lettura e il commento di singoli articoli o commi del documento.

All’evento sono intervenuti il rettore dell’ateneo Maurizio Fermeglia, la dirigente scolastica del “Petrarca” Cesira Militello, la prefetta di trieste Anna Paola Porzio e Guido Pesante, docente del liceo triestino e promotore dell’iniziativa.

L’on. Boldrini ha incontrato i genitori di Giulio Regeni, i signori Claudio e Paola, presenti per l’occasione.

“Giulio era un giovane uomo consapevole, aveva allargato la lente fin da subito, sentiva insopportabile la diseguaglianza – ha affermato la presidente -. Era uscito dalle sue certezze per volare ed essere attore del cambiamento”.

“Le nostre radici comuni – ha detto la presidente nella Lectio – stanno esattamente nel testo fondamentale della Repubblica, la nostra bussola, il nostro Gps. Non è un testo polveroso che il primo gennaio prossimo festeggia i 70 anni”.

A proposito dell’art. 3 della Carta costituzionale, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, Boldrini si è soffermata sulla condizione femminile: “La parità di genere è ancora lontana – ha detto. – Le donne faticano più degli uomini per affermarsi nel lavoro e nella società. Serve un cambiamento culturale”.

Gli studenti hanno fatto dono all’on. Boldrini di un testo della Costituzione molto particolare: i 139 articoli della Costituzione scritti a mano e firmati da ciascuno di loro.

“John Lennon ci insegna che sognare da soli forse non ha senso: per questo vorremmo dirle che non sarà mai sola quando lotterà in difesa della Nostra Costituzione – ha detto Guido Cimino in rappresentanza degli studenti – Perché oggi più che mai serve la voglia di sognare. Sognare a dieci, venti, trenta o settant’anni, di vedere concretizzati quei principi che, altrimenti, rimarranno nelle penne dei nostri padri costituenti”.