Monfalcone, parrocchie aprono ai musulmani per le preghiere del Ramadan

Monfalcon (Go) – A Monfalcone la Chiesa cattolica apre le porte alla comunità musulmana locale per ospitare i fedeli che desiderano pregare durante il periodo del Ramadan. Il tempo sacro dell’Islam è  iniziato in questi giorni e coincide quest’anno con il periodo della Quaresima cristiana.

Una scelta, quella di alcuni parroci, che punta al dialogo interreligioso, ma che ha già acceso il dibattito pubblico.

L’iniziativa nasce dalla disponibilità di monsignor Paolo Zuttion, parroco della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Staranzano, e di don Flavio Zanetti dell’oratorio di San Michele a Monfalcone. I due sacerdoti hanno accolto la richiesta avanzata dalla comunità islamica, composta in prevalenza da cittadini di origine bengalese, che si trova attualmente senza spazi ufficiali per il culto a causa di un contenzioso amministrativo con il Comune.

L’ospitalità è stata approvata dall’Arcidiocesi di Gorizia ed è stata motivata richiamando il principio costituzionale della libertà religiosa, garantita a tutti, cittadini e stranieri.

Le preghiere del venerdì si svolgeranno alle Stalle Rosse di Staranzano, mentre per altri momenti di preghiera sarà utilizzato l’oratorio di San Michele a Monfalcone, con la possibilità di ampliare gli spazi se necessario. L’obiettivo dichiarato è favorire un clima di rispetto reciproco e di confronto, in un tempo forte di preghiera e spiritualità per entrambe le comunità religiose.

Il contesto locale resta però complesso. Negli ultimi anni il tema degli spazi di culto islamici a Monfalcone è stato al centro di tensioni, anche dopo le decisioni del sindaco Luca Fasan di negare l’utilizzo di aree comunali a seguito di sentenze su centri islamici non in conformità con le normative.

Il gesto delle parrocchie è stato accolto da alcuni come un segnale di apertura e fratellanza, mentre altri gruppi, anche a livello nazionale, lo hanno criticato come una concessione impropria di spazi cristiani. Resta però il significato simbolico dell’iniziativa, che si propone di costruire un contesto di dialogo in un momento segnato da paure e diffidenze.

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