Caro fratello Francesco

Caro fratello Francesco,

mi sono trovato anch’io in mezzo a quella folla immensa dei tuoi amici, che ti amano anche a distanza di secoli, attratti dal carisma a propulsione di bontà e di fraternità universale che incanta ancora oggi. Si resta sbalorditi di fronte a questa tua calamita inossidabile, che attira moltissimi uomini in cerca di quella pace che era il tuo sogno e che ti ha portato a sfidare i violenti del tuo tempo, fossero crociati, potenti a caccia di guerre e conquiste o sultani guerrafondai.

Si resta sbalorditi e felici nel vedere che persino i giovani di questo scorcio di secolo, pieno di disincanto, avanzato e tecnologico, fanno la fila insieme alle generazioni adulte, e non certo per osservare alcuni resti, per quanto evocativi. Visto da vicino, quel corpo parla ancora, perché era il corpo di una grande anima e di un “piccolo gigante”: di bassa statura fisica, ma di immensa altitudine spirituale e di straordinaria energia vitale.

Le ricostruzioni sempre più aggiornate della tua vita incredibile ci guidano alla scoperta di quel benefico fenomeno tellurico che sei stato: un fenomeno che ha messo a soqquadro la cittadina di Assisi, scardinando sistemi di selezione castale, lanciando parole dolci e forti e scelte fiammeggianti, cambiando per sempre comunità irrigidite e tenute insieme da prepotenza, affarismo e disuguaglianze.

Una volta udita la voce sussurrata dal Padre, nessuno è riuscito a fermarti. Come scrive Aldo Cazzullo nel suo libro su di te, “Francesco era dolcissimo e ribelle, mite e rivoluzionario, umile e meraviglioso”. Forse in queste parole si coglie il mistero che ti ha reso una figura rara, una tipologia di uomo che, secondo lo stesso autore, compare una volta ogni mille anni.

La tua profezia di un mondo di fratelli e sorelle di pari dignità, di amici e non di nemici, della scoperta dei piccoli – indicati da Gesù come i veri depositari della Buona Notizia –, della compassione per i malati e gli indifesi, del rifiuto della guerra, resta ancora oggi profondamente attuale.

Dal tuo cuore innamorato di tutte le creature e della creazione si sono irradiati raggi di luce che non temono il tempo: illuminano ancora oggi molti uomini e accompagnano il cammino, spesso faticoso, dell’umanità verso la pace e l’unità dei popoli.

Il ritardo nel seguire la strada che ci hai indicato in nome di Cristo ci rende colpevoli, deboli e incoerenti. Come cristiani sentiamo di non averti compreso fino in fondo, di non aver fatto nostro il tuo sogno, che era il sogno di Gesù. Ci ricordi il dovere di stare dalla parte dei perdenti e delle vittime; ci ricordi che nulla è più grande del perdono; ci ricordi che sprechiamo tempo ed energie in ambizioni e banalità che ci dividono; ci ricordi che l’idolatria del denaro è una prigione.

Non siamo come te distaccati dai beni terreni, non comprendiamo fino in fondo la tua libertà, insieme esplosiva, creativa e sapiente. Ma sappiamo che ci accompagni e che possiamo rialzarci, magari tornando da un viaggio in cui non si osservano solo ossa, ma si respira una gioia inscalfibile e una felicità avvolgente.

Silvano Magnelli

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