Vertice Ue-Balcani in Montenegro, si parla di allargamento a Sud-Est. Ma l’Italia non c’è
FVG – Il vertice Ue-Balcani occidentali in corso a Tivat, in Montenegro, ha riportato al centro dell’agenda europea il tema dell’allargamento verso Sud-Est e il ruolo dell’area adriatico-balcanica nei rapporti con l’Unione Europea.
Nel corso dell’incontro, i leader europei hanno ribadito il sostegno al percorso di adesione dei Paesi dei Balcani occidentali. Il Montenegro resta lo Stato più avanzato sul piano negoziale e punta a chiudere i colloqui entro il 2026, con l’obiettivo politico di un ingresso nell’Unione entro il 2028.
Il summit si inserisce in una fase in cui Bruxelles mira a dare nuovo impulso alla politica di allargamento dopo anni di rallentamenti. L’orientamento emerso a Tivat indica la volontà di rafforzare la presenza europea nell’area, sia per sostenere le riforme nei Paesi candidati sia per consolidare stabilità e presenza geopolitica in una regione considerata sensibile.
Sul piano politico locale, l’attenzione si è concentrata anche sull’assenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al vertice. La mancata partecipazione ha suscitato stupore e forti critiche da parte dell’opposizione. Secondo quanto riportato, la presidente del Consiglio era impegnata a Reggio Calabria per un appuntamento istituzionale e non ha potuto raggiungere il summit.
L’on. Tatjana Rojc, senatrice della Repubblica per il Friuli Venezia Giulia e segretaria della 4ª Commissione permanente del Senato (Politiche dell’Unione europea), ha definito l’assenza un segnale negativo, sottolineando il peso strategico dei Balcani nello scenario europeo e il ruolo dell’Italia nei processi in corso nell’area: “L’assenza di Meloni a Tivat – scrive Rojc in una nota – è un pugno allo stomaco, gravissima se è una scelta peggio se è stato un vero intoppo, perché il premier d’Italia semplicemente non può arrivare tardi. Stanno maturando fenomeni di un rilievo straordinario nei Balcani e noi siamo il Paese più coinvolto dagli eventi. Dovremmo tenere gli occhi aperti per mille motivi”.
La discussione si è estesa anche sul piano della politica estera italiana. L’area balcanica resta infatti un dossier rilevante per Roma, in particolare per il Nord-Est.
Il tema dell’allargamento interessa da vicino il Friuli Venezia Giulia, per la sua posizione geografica e per le relazioni economiche e infrastrutturali con i Paesi dell’area adriatica e balcanica.
Per la Regione, l’avanzamento del processo di integrazione dei Balcani occidentali si traduce in prospettive di maggiore stabilità nel vicinato e in nuove opportunità nei settori dei trasporti, della logistica, del turismo e della cooperazione accademica ed economica.

