Addetti alle dighe della Val Tramontina costretti a turni massacranti notte e giorno

Val Tramontina (Pn) – Gli addetti alla sorveglianza degli impianti di Ca’ Selva, Ca’ Zul e Ponte Racli, situate nell’area della Val Tramontina, dopo un accordo che nel 2017 aveva avuto il semaforo verde dal ministero delle Infrastrutture, sono costretti dall’inizio del 2018 ad applicare un contratto che inserisce la sorveglianza notturna sul posto, con il risultato che un turno di lavoro si allunga a 32 ore. Se poi ci sono malattie o ferie i turni diventano anche di 48 ore.

“Da parte mia, c’è piena solidarietà per il personale di sorveglianza delle dighe in Val Tramontina, alle prese con turni massacranti e la disponibilità a fare il possibile per risolvere questa incresciosa situazione”.

Così Gabriele Mongiat, consigliere comunale di Tramonti di Sotto, riguardo a un caso che sta tornando sotto i riflettori della cronaca locale.

Lo scorso giugno i dipendenti, costretti a lavorare per trentadue ore senza mai tornare a casa, avevano lanciato un appello.

Le dighe sono in concessione alla EDPower, una controllata della Edison, che fa parte di EDF Group, con sede a Parigi.

I senatori Lodovico Sonego (LeU) e Luca Ciriani (Fratelli d’Italia), per fare luce sul caso, avevano presentato, rispettivamente lo scorso febbraio (precedente legislatura) e 17 luglio una doppia interrogazione, ai ministeri delle Infrastrutture e del Lavoro e politiche sociali.

L’on Sonego aveva presentato l’interrogazione, con richiesta di revoca dell’orario ai ministeri delle infrastrutture e del Lavoro ed aveva trasmesso il dossier anche alle sedi dell’Inps, dell’Inail, dell’Ispettorato del lavoro e dell’Azienda Sanitaria.

Il Senatore socriveva che “la ristrutturazione oraria è stata voluta da Edison per risparmiare sul costo di lavoro e quindi per il profitto. Le stesse ragioni e la logica del profitto-evocando la vicenda del Vajont di 50 anni fa – in nome della quale si erano ridotte le risorse umane sulla sicurezza degli impianti e della popolazione di questo territorio già duramente colpito dalla tragedia”.

“Edison ha ridotto il numero di addetti per squadra, da 5 prima a 4 poi e poi a 3. Il numero ridotto di personale ha portato a questi orari che, per garantire il presidio continuo degli sbarramenti, comportano condizioni di lavoro che compromettono la garanzia psico-fisica degli operatori con il rischio della sicurezza per il territorio, vista la delicatezza e l’importanza del tipo di servizio cui gli addetti alla guardia sono chiamati”.

Gli operai “non dormono più, guadagnando 15 euro lordi a notte ed Edison ha saputo solo proporre loro il contratto di Sky per guardare la Tv”.

Il testo completo dell’interrogazione del senatore Luca Ciriani (4-00370) è disponibile qui

L’on. Ciriani chiede di sapere:

– se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non ritenga che la significativa riduzione degli organici assegnati alla guardiania delle dighe (da 5 a 3) possa comportare un rischio per la sicurezza delle dighe e delle popolazioni e se non intenda revocare o rivedere le autorizzazioni di cui alla citata corrispondenza ministeriale del 23 novembre 2017, ripristinando per le tre dighe il previgente foglio;

– se il Ministro del lavoro e delle politiche sociali non ritenga che l’interpretazione dell’articolo 39 del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore elettrico data da Edison SpA contrasti con la tutela dei diritti fondamentali degli addetti alla guardiania, in quanto sono costretti ad un orario di lavoro di gran lunga superiore a quello che il contratto prevede con immediate e pesanti conseguenze anche nella sfera dei diritti di cittadinanza e nella tutela dei diritti della famiglia.

– se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non ritenga che la significativa riduzione degli organici assegnati alla guardiania delle dighe (da 5 a 3) possa comportare un rischio per la sicurezza delle dighe e delle popolazioni e se non intenda revocare o rivedere le autorizzazioni di cui alla citata corrispondenza ministeriale del 23 novembre 2017, ripristinando per le tre dighe il previgente foglio;

– se il Ministro del lavoro e delle politiche sociali non ritenga che l’interpretazione dell’articolo 39 del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore elettrico data da Edison SpA contrasti con la tutela dei diritti fondamentali degli addetti alla guardiania, in quanto sono costretti ad un orario di lavoro di gran lunga superiore a quello che il contratto prevede con immediate e pesanti conseguenze anche nella sfera dei diritti di cittadinanza e nella tutela dei diritti della famiglia.

Tutte le istituzioni, intanto, sono state allertate e in tal senso va anche l’impegno del consigliere Mongiat.

(Nella foto di Lorenzo Cardin, la diga di Ca’ Selva. Dal libro “L’Acqua e la Memoria. Val Tramontina” di Lorenzo Cardin, Tiziana Melloni e Maurizio Pertegato. Il libro sarà presentato il 3 agosto alle ore 18 proprio sulla diga, in occasione della festa “Dolomiti Day“).

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