Agriturismo da incubo chiuso dal Questore: alloggi fra i trattori, infezioni da acari e pagamenti in nero

Pordenone – Nel pomeriggio di giovedì 14 novembre gli agenti della Questura di Pordenone – Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dell’U.P.G.S.P. – Squadra Volante – hanno eseguito il provvedimento di sospensione disposto dal Questore della Provincia di Pordenone dott. Marco Odorisio, per un periodo di 60 giorni, del pubblico esercizio “Alloggio e ristoro agrituristico La Quercia” di Pasiano di Pordenone (Pn) gestito da un 65enne friulano, residente presso la medesima struttura.

Ricorrendone i presupposti, il provvedimento cautelare si è reso necessario in quanto si sono riscontrate gravi violazioni in materia di sicurezza pubblica, incolumità fisica delle persone, assenza di condizioni igienico-sanitarie, oltre che ragioni di evasione fiscale.

L’alloggio agricolo era stato già oggetto di precedenti interventi da parte del Comune di Pasiano di Pordenone e dell’Azienda Sanitaria locale, che ne avevano interdetto l’attività, ma il titolare l’aveva proseguita nonostante i divieti. Alcuni alloggiati avevano anche contratto infezioni cutanee da acari del legno.

Gli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Pordenone, in data 12 novembre scorso, avevano effettuato un’ispezione presso la struttura riscontrando la presenza di alcuni ospiti che vi erano alloggiati da oltre una settimana, i cui nominativi non erano stati trasmessi alla Banca Dati della Polizia di Stato “alloggiati web”, come espressamente previsto dall’art. 109 del T.U.L.P.S., in materia di tutela della sicurezza pubblica.

Inoltre la Polizia ha accertato la non idoneità della struttura alloggiativa, per carenze igienico-sanitarie, a far data dal 2013.

Ancora, veniva riscontrato come alcuni degli ospiti, prevalentemente operai in trasferta, sui fine settimana venivano fatti dormire in brandine poste nelle rimesse agricole, tra i trattori, in ambienti angusti ed esposti alle esalazioni dei carburanti.

Accertato, altresì, come la corresponsione dei pagamenti avvenisse “in nero”, ovvero sia in contanti e senza rilascio di fatture o ricevute.

Accertato e verificato, dunque, il gravissimo e preoccupante quadro complessivo afferente alla sicurezza pubblica, alla incolumità fisica delle persone, alle condizioni igienico-sanitarie assenti, in via d’urgenza, è stato adottato dal Questore il provvedimento di sospensione ex art. 100 T.U.L.P.S. per 60 giorni dell’attività in parola.

Il Questore della Provincia di Pordenone dott. Marco Odorisio, al riguardo, sottolinea come “di fatto nell’attività ricettiva in argomento si sono verificate gravi mancanze per quanto concerne la pubblica sicurezza, dovute alle omesse comunicazioni degli alloggiati, alcuni dei quali, tra l’altro, collocati su brandine nelle rimesse agricole con seri rischi per l’incolumità fisica degli stessi, costretti a dormire in ambienti privi di ogni requisito di vivibilità. Grave anche la situazione igienico-sanitaria, con accertati casi di infezioni cutanee contratte per punture dell’acaro del tarlo. Necessario quindi un intervento immediato e risolutore”.

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