Anniversario della Liberazione, cerimonie e commemorazioni a Trieste

Trieste – Si è tenuta presso la Risiera di San Sabba, la celebrazione del 72° anniversario della Liberazione a Trieste.

Dopo l’ingresso dei gonfaloni di Trieste e Muggia, decorati della medaglia d’oro e d’argento della Resistenza, con il picchetto d’ordinanza del Reggimento Piemonte Cavalleria e le insegne della Regione FVG e dei Comuni della provincia, il rito civile è continuato con la deposizione congiunta di una corona d’alloro da parte dalla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, del sindaco Roberto Dipiazza e del prefetto Annapaola Porzio, quindi dai sindaci di Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo e Sgonico.

“Tra i valori più attuali della Resistenza c’è la libertà di pensiero e di espressione: va protetta sempre. Oggi il nostro pensiero va a Gabriele Del Grande”: così la presidente della Regione Debora Serracchiani nel suo intervento alla cerimonia.

“Va ricordato, ai giovani soprattutto, che la libertà non è mai scontata, ma va conquistata ogni minuto, ogni giorno, con consapevolezza”, ha osservato Serracchiani, ammonendo che “la festa della Liberazione è “di tutti, un momento prezioso che non va strumentalizzato”. “Abbiamo bisogno – ha aggiunto la presidente – di un Paese unito”.

Un appello all’unità che è stato condiviso anche dall’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, che ha partecipato alla cerimonia solenne assieme all’assessore Francesco Peroni e al vicepresidente del Consiglio regionale Igor Gabrovec.

Torrenti ha ricordato inoltre come sia importante “coniugare alla parola liberazione la parola giustizia”.

“I valori della Resistenza e della festa della Liberazione ci trasmettono una lezione che deve essere oggi quella di non accontentarci della conservazione della memoria: ci dobbiamo impegnare a raggiungere l’obiettivo di una vera libertà della società, con una diffusa giustizia sociale, in un mondo solidale e inclusivo”, ha indicato Torrenti.

Secondo l’assessore, sulla cultura della memoria il Friuli Venezia Giulia ha sempre investito molto, mantenendo sempre molto alta l’attenzione, “ma c’è bisogno – ha ricordato – di essere consapevoli che si tratta di un laboratorio che deve restare sempre aperto”.

“L’impegno è aggiornare i valori che ci ha lasciato in eredità la Resistenza: su questo dobbiamo lavorare ancora molto; forse siamo rimasti troppo fermi alla valorizzazione della memoria. Non basta conservare solamente, dobbiamo applicarci per costruire una società fondata veramente su libertà e giustizia”, ha concluso Torrenti.

Nel suo discorso, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha sottolineato che “libertà, pace, democrazia sono state le parole d’ordine di tantissimi giovani che al fianco degli eserciti alleati hanno combattuto e sacrificato le proprie vite affinché queste parole diventassero i valori su cui si fonda la Costituzione della Repubblica”.

La parte religiosa della cerimonia è stata amministrata dall’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, dal rabbino Alexander Meloni, dall’archimandrita Gregorio Miliaris, dal pope Rasko Radovic e dal pastore Ruggero Marchetti. Al termine dei riti, si è tenuto il concerto del coro partigiano Pinko Tomai.

Accanto alle Autorità erano presenti i rappresentanti e i labari di Enti, Associazioni dei Deportati e Perseguitati Politici Antifascisti, Partigiani, Volontari della Libertà, Caduti e Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dei Sindacati e del Comitato Internazionale del Lager Nazista della Risiera di San Sabba.

E ancora, la bandiera della Brigata Ebraica che, inquadrata nell’Ottava Armata dell’Esercito Britannico, contribuì alla liberazione d’Italia.

Al termine della cerimonia si è tenuto il concerto del Coro Partigiano Triestino – TPZ.

Sempre in occasione del 72° anniversario della Liberazione, lo stesso Comune di Trieste ha inoltre organizzato un programma di manifestazioni culturali collaterali (consultabile anche sui siti della Retecivica e su www.triestecultura.it).

 

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