Assostampa consegna i San Giusto d’oro alla Comunità ebraica e ai ragazzi del “Petrarca”

Trieste – Mercoledì 12 dicembre a Trieste, nell’aula del consiglio comunale, vengono consegnati il San Giusto d’oro 2018 alla Comunità Ebraica di Trieste e la targa speciale ai ragazzi del Liceo Petrarca che hanno realizzato la mostra “Razzismo in cattedra”.

Il premio – nato nel 1967 su iniziativa del Gruppo Giuliano Cronisti e giunto alla 52a edizione – è organizzato dall’Assostampa Fvg, sindacato unitario dei giornalisti, con la collaborazione del Comune di Trieste e della Fondazione CrTrieste.

“Con il premio alla Comunità Ebraica – spiega Carlo Muscatello, presidente dell’Assostampa Fvg – i giornalisti triestini vogliono ricordare e onorare, a ottant’anni dalle vergognose leggi razziali, annunciate da Mussolini il 18 settembre 1938 proprio a Trieste, in piazza Unità, il grande contributo dato nel corso dei secoli dalla Comunità, decimata dopo le leggi razziali, alla crescita culturale ed economica del capoluogo giuliano. Un ricordo che forse arriva in ritardo, ma quanto mai doveroso in un momento storico che purtroppo vede, in Italia e ovunque, diffondersi il razzismo e rinascere l’antisemitismo. Come se la tragica lezione del Novecento non ci avesse insegnato nulla”.

“Con la targa ai ragazzi del Petrarca – aggiunge Muscatello – vogliamo invece premiare la sensibilità e l’attenzione per la memoria degli studenti e dei loro insegnanti che hanno realizzato una mostra, intitolata ‘Razzismo in cattedra’, che parla del dramma e dei ‘sogni spezzati’ dei loro coetanei di ottant’anni fa. La mostra, dopo la grande affluenza registrata al Museo Sartorio, verrà ora proposta anche in altre città italiane: ciò dev’essere motivo d’orgoglio per la città”.

Le scelte di quest’anno vogliono anche ribadire con forza la condanna delle violenze nazifasciste nella città macchiata e ferita dall’unico lager con forno crematorio sorto sul territorio italiano, la Risiera, e respingere le pulsioni razziste e i rigurgiti fascisti incompatibili con i valori costituzionali e l’assetto democratico del Paese.

Agli organizzatori del premio è giunto nei giorni scorsi un indirizzo di saluto della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti. Ecco il testo.

“È con vero piacere che rivolgo questo indirizzo di saluto in un’occasione speciale per la comunità triestina quale la consegna del San Giusto d’oro”.

“Mi è apparsa oltremodo opportuna la scelta di Assostampa Fvg di conferire il Premio 2018 alla Comunità Ebraica di Trieste e la targa speciale ai ragazzi del Liceo Petrarca, per la mostra da loro promossa “Razzismo in cattedra”.

“La ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della promulgazione da parte del regime fascista e della monarchia delle vergognose leggi razziste del 1938 costituisce infatti una occasione per rendere il doveroso omaggio alla comunità che ne fu principale vittima, ma per sviluppare anche memoria e consapevolezza soprattutto fra i giovani, che vivono in una Italia e in una Europa percorsa da rinnovati venti di violenza, antisemitismo e xenofobia”.

“Ricordare è tanto più importante proprio a Trieste che conobbe l’onta e la vergogna non solo del discorso di Mussolini che annunciava le nuove leggi razziste, ma anche della Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio, con forno crematorio, presente in territorio italiano. Un territorio in verità quello di Udine, Gorizia, Trieste che negli ultimi anni di guerra era stato strappato all’Italia e consegnato, dai fascisti italiani e dai nazisti, direttamente al Reich hitleriano. Anche questo bisogna ricordarlo: se ci fu la Risiera di San Sabba fu perché queste terre vennero inserite nel fianco sud del ‘nuovo ordine europeo’ nazista”.

“Per questo il Premio ad una Comunità storicamente importante nella vita economica e culturale della città come quella ebraica e la targa per i professori e i ragazzi e ragazze del Liceo Petrarca realizzano una sintesi virtuosa di passato e presente, storia e futuro. Il modo migliore per integrare quella memoria storica e critica che sola rende una comunità davvero civile, cioè multietnica, multiculturale e democratica” (on. Liliana Segre).

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