Colpiva ed insultava gli anziani ricoverati: indagata la dipendente di una casa di riposo

Cividale del Friuli (Ud) – Colpiva ed insultava ripetutamente gli anziani ricoverati: ora un’addetta della “Casa per Anziani di Cividale del Friuli”, una donna di 46 anni, dipendente della struttura, è indagata per il reato di maltrattamenti, aggravati dalle condizioni di minorata difesa degli anziani ospiti della struttura cividalese, con reiterati e gravi episodi di vessazioni.

La Polizia di Stato di Cividale del Friuli ha eseguito quindi un’Ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento all’Azienda di servizi alla persona “Casa per Anziani di Cividale del Friuli” nei confronti della donna.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice delle indagini preliminari di Udine che ha accolto le richieste del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine, dott.ssa Barbara Loffredo, formulate a seguito dell’attività d’indagine svolta dalla Polizia.

Durante le indagini gli agenti hanno utilizzato anche intercettazioni ambientali, che hanno permesso di raccogliere elementi che hanno evidenziato un grave quadro indiziario a carico dell’inserviente, ritenuta responsabile del reato di maltrattamenti aggravati.

Le indagini della Polizia di Stato sono cominciate all’inizio di febbraio, in seguito ad una segnalazione inviata dal Direttore Generale della stessa Casa per Anziani, il dr. Denis Caporale.

Al direttore erano state infatti riferite condotte aggressive da parte della dipendente nei confronti dei degenti del nucleo “Stella Alpina”, che accoglie anziani con problemi di demenza senile, ricoverati presso l’ala nord del primo piano della struttura di viale Trieste 42, in otto stanze.

Sulla base di tale segnalazione la Polizia di Stato ha acquisito le testimonianze di persone informate sui fatti, che hanno confermato come la dipendente, da lungo tempo e in molte occasioni, avesse un comportamento fortemente aggressivo e di ingiustificata violenza nei confronti delle ospiti, in particolare di tre donne.

La Polizia ha appurato che l’inserviente, durante i turni di lavoro, cercando di non farsi vedere, torceva le dita delle mani delle ospiti, inducendole ad urlare, avvolgeva e stringeva il viso delle anziane con un asciugamano, aveva utilizzato un detergente per pavimenti per pulire le mani e il viso ad una degente, aveva fatto il bagno ad una donna con acqua troppo calda, aveva colpito al volto le stesse anziane donne.

Tali comportamenti venivano accompagnati da frasi ingiuriose e umiliazioni morali nei confronti delle ospiti.

Nel corso di qualche episodio l’assistente era stata anche redarguita dalle colleghe di lavoro. Gli episodi di vessazione fisica e morale erano frequenti; di fronte a tali condotte le anziane pazienti reagivano come potevano, con grida o pianto, non riuscendo ad opporsi con maggior vigore, viste le precarie condizioni di salute.

Le testimonianze acquisite dalla Polizia di Stato di Cividale hanno trovato conferma dalle intercettazioni audio e video eseguite all’interno del nucleo “Stella Alpina”.

Durante l’attività investigativa, infatti, la dipendente è stata ripresa mentre maltrattava le anziane degenti, con atti di violenza di natura fisica e morale.

L’inserviente è stata videoregistrata mentre colpiva al ventre una degente, mentre più volte premeva a lungo, con forza, anche ponendosi di peso, un asciugamano sul volto di un’anziana distesa sul letto, rendendole difficile il respiro e facendola ansimare, mentre torceva i polsi e le dita delle ospiti, mentre le schiaffeggiava, tirava loro i capelli, mentre, quando spostava l’ospite dalla carrozzina al letto, lanciava le gambe anziché accompagnarle.

La Polizia ha acquisito anche registrazioni audio che provano come l’assistente si rivolgesse alle degenti con frasi offensive ed ingiuriose.

Il GIP, accogliendo la richiesta per l’applicazione di misure cautelari formulata dal Pubblico Minostero, ha disposto anche il divieto di avvicinamento alle persone offese, in ogni luogo in cui queste ultime si trovino, mantenendo dalle stesse una distanza non inferiore a trenta metri nel caso dovesse incontrarle al di fuori della struttura, vietandole altresì di comunicare con le persone offese senza l’autorizzazione del Giudice.

 

 

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