Crisi del settore elettrodomestici, Electrolux annuncia 1700 esuberi in Italia. Preoccupazione per il sito di Porcia

Electrolux annuncia 1.700 esuberi in Italia su circa 4.500 addetti. Preoccupazione per il sito di Porcia e per le ricadute sull’occupazione in Friuli Venezia Giulia.

Nel corso del Coordinamento nazionale sindacale convocato l’11 maggio a Mestre, il gruppo ha annunciato esuberi per quasi il 40% della forza lavoro impiegata a livello nazionale.

La decisione rientra in un piano di ristrutturazione internazionale che punta a ridurre la produzione europea del comparto elettrodomestici, settore che da tempo attraversa una fase critica, dovuta a calo della domanda, aumenti dei costi industriali e crescente concorrenza asiatica.

Secondo quanto emerso durante il confronto con i sindacati, nessuno degli stabilimenti italiani sarebbe escluso dal piano di ristrutturazione. La misura più pesante riguarda il sito di Cerreto d’Esi, nelle Marche, destinato alla chiusura, con circa 170 lavoratori coinvolti. Riduzioni di personale e produzione sono previste anche negli impianti di Porcia, Forlì, Susegana e Solaro.

Particolarmente forte è la preoccupazione per il sito di Porcia, uno dei principali poli industriali della regione, già interessato negli ultimi anni da contratti di solidarietà e ammortizzatori sociali. Il timore riguarda le possibili conseguenze sull’occupazione diretta e sull’intero indotto manifatturiero del territorio pordenonese.

I sindacati

Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno definito il piano «pesantissimo» e «inaccettabile» ed hanno proclamato otto ore di sciopero nazionale, da articolare localmente, e lo stato di agitazione permanente. I sindacati chiedono inoltre la convocazione urgente di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La Giunta regionale

“Esprimiamo profonda preoccupazione per la notizia improvvisa riguardante i 1.700 esuberi annunciati da Electrolux. Davanti a questo scenario, chiediamo con la massima urgenza la convocazione di un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e chiarimenti in tempi rapidi da parte dell’azienda in merito ai progetti e al piano industriale per lo stabilimento di Porcia”.

Questo il pensiero espresso oggi dagli assessori regionali alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e al Lavoro Alessia Rosolen, a seguito delle comunicazioni del colosso svedese durante il Coordinamento nazionale a Venezia.

“Auspichiamo – hanno evidenziato gli esponenti della Giunta – un’azione congiunta e coordinata da parte di istituzioni, sindacati e azienda per difendere la competitività del territorio ed evitare tagli occupazionali. La Regione è pronta a fare la propria parte, mettendo in campo ogni mezzo a propria disposizione per salvaguardare la tenuta occupazionale e produttiva del sito di Porcia”.

Secondo Bini e Rosolen, la preoccupazione non riguarda solo il sito diretto, ma l’intera filiera produttiva regionale: “L’attenzione è massima anche per la salvaguardia di tutte le imprese e dei lavoratori che gravitano attorno al mondo Electrolux in Friuli Venezia Giulia, affinché l’annunciato piano di riorganizzazione europeo non abbia gravi ripercussioni sull’indotto”.

Gli esponenti del Partito Democratico

La notizia ha immediatamente provocato reazioni anche sul piano politico. Il Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia ha espresso solidarietà ai lavoratori e chiesto un intervento diretto del presidente della Regione Massimiliano Fedriga per difendere il sito di Porcia.

«Le notizie sono drammatiche e fanno temere un durissimo colpo per l’economia del Friuli occidentale e dell’intero Friuli Venezia Giulia», hanno dichiarato la responsabile regionale Lavoro Valentina Francescon e il segretario provinciale del Pd pordenonese Fausto Tomasello.

Secondo gli esponenti democratici, non si può continuare a scaricare sui lavoratori il peso della crisi industriale del settore, dopo anni di sacrifici e riorganizzazioni.

“È una decisione irricevibile contro cui il Governo deve mettere in atto subito ogni contromisura possibile per evitare o almeno ridurre al minimo gli effetti di questi tagli annunciati. Chiediamo la più forte compattezza e mobilitazione da parte di tutti i vertici istituzionali, e in particolare ci aspettiamo che il presidente del Friuli Venezia Giulia faccia valere il suo ruolo in difesa dello stabilimento di Porcia, vero motore industriale del territorio pordenonese”. Così la deputata dem Debora Serracchiani.

“Già da settimane si rincorrevano le preoccupazioni – aggiunge Serracchiani – dopo la chiusura dello stabilimento in Ungheria e l’annuncio dell’accordo con la cinese Midea, ma se questi sono gli effetti della partnership semplicemente non possiamo accettare che le ristrutturazioni industriali globali siano pagate dai nostri lavoratori”.

Negli ultimi anni Electrolux aveva già avviato diversi interventi di riduzione dei costi nei siti italiani. Nel 2024 il gruppo aveva aperto una procedura per 373 esuberi, successivamente gestita attraverso uscite volontarie e strumenti di sostegno al reddito. L’annuncio di oggi apre però uno scenario molto più complesso, destinato ad avere forti ricadute sociali e industriali.

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