Denunciato per violenza il marito di una donna finita in ospedale per le ferite

Udine – Una cittadina di origini marocchine ha denunciato per violenza il marito, dopo essere giunta presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale civile della città per sottoporsi alle cure mediche a seguito di un’aggressione.

Non era la prima volta che ciò accadeva: qualche giorno addietro era accaduto un fatto simile, a seguito del quale però la donna non aveva ritenuto di sporgere denuncia.

Contattata dai poliziotti, la donna ha raccontato che qualche ora prima si era trovata vittima del marito che con brutale violenza l’aveva colpita ripetutamente al volto con pugni e le aveva battuto la testa sul cofano dell’auto, ed ancor più, con un coltello, l’aveva terrorizzata minacciandola di morte.

L’uomo, anch’egli cittadino marocchino, durante l’aggressione, con forza aveva sottratto alla moglie i documenti personali, che aveva poi distrutto, e una somma di denaro di circa 800 euro che lei portava con sé.

In soccorso della vittima è intervenuta un’amica, così l’uomo ha dirottato la propria ira verso l’auto della moglie, tagliandone tutte e quattro le gomme.

L’aggressore è stato denunciato per i reati di maltrattamenti, furto aggravato, minacce e lesioni personali.

Tenuta in considerazione la violazione della misura cautelare del 2015 ed ancora in vigore del divieto di avvicinamento, alla quale l’uomo avrebbe dovuto attenersi e che gli impediva di trovarsi nei luoghi frequentati abitualmente dalla signora, è stata notiziata l’Autorità Giudiziaria che tempestivamente ha valutato necessaria la misura cautelare della detenzione in carcere, anche per prevenire eventuali reiterazioni che metterebbero a repentaglio l’incolumità della donna.

L’arresto è avvenuto il 19 maggio; a questo non seguirà un provvedimento di espulsione, in quanto lo straniero è padre, oltre che dei tre bambini avuti dalla vittima, ma con la quale da un paio di anni non convive più, anche di altri figli italiani da lui riconosciuti, avuti assieme ad una cittadina italiana.

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi