Dona “La borsa che Dona” per la Giornata Mondiale del Dono

Trieste – Da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori, sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie hanno realizzato una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome La Borsa che Dona.

Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie. La genesi di questa borsa è tutta legata alla solidarietà e al dono. É il risultato della decisione di tante persone di dar vita, attraverso il dono, ad un progetto solidale a favore della vecchiaia vulnerabile. Le volontarie della De Banfield hanno donato il loro tempo e la loro sapienza, che è proseguito con il dono da parte di tanti benefattori di foulard di pregio e tessuti di seta rimasti inutilizzati in un cassetto.

La serie di borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto, pezzi unici uno diverso dall’altro – tutte denominate “La Borsa che Dona”, sono disponibile online a partire da martedì 1^ dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it. Si possono anche visionare su appuntamento presso la sede di via di Casa Viola di via Filizi.

Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celerata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.

L’auspicio è che ciascuna di queste borse possa donare una vecchiaia più serena. Ognuna di esse si tradurrà in visite a domicilio delle infermiere e delle operatrici sanitarie della onlus alle persone anziane fragili permettendo loro di essere accuditi in modo protetto a casa propria. Mai come in questo periodo difficile ancora segnato dalla pandemia è fondamentale che la vecchiaia, un bene comune fatto di preziosa esperienza, riceva tutta la protezione possibile.

Sul sito della De Banfield sono spiegate le modalità di adesione e acquisto delle Borse e relativo impiego dei proventi.

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