Drone sì, drone no: a Monfalcone è polemica sul nuovo strumento in dotazione al Comune

Monfalcone – Altro che “Grande Fratello”, il drone di ultima generazione su cui potrà contare la Polizia locale di Monfalcone rappresenta un importante arricchimento delle dotazioni per la sicurezza del territorio e, grazie alle sue caratteristiche, ovvero una telecamera termica, sarà di cruciale importanza anche nel caso di incendi o per la ricerca di persone scomparse da parte delle forze dell’ordine.

Il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, ribadisce la fondamentale utilità del nuovo strumento, rispondendo alle accuse del segretario provinciale del Pd Diego Moretti, secondo cui si tratta di un “drone-spia”.

Ecco cosa scrive Moretti: “Nasconditi, il drone del Grande Fratello di Cisint ti guarda. Soldi buttati via, o peggio usati per uno strumento che potrà entrare nella privacy di ogni cittadino monfalconese. È questa la sicurezza? No, è solo propaganda, e anche pericolosa. Neanche negli anni del terrorismo si è arrivati a tanto, e più le forze dell’ordine spiegano che la criminalità è in calo più la Lega spreca i soldi pubblici in armamentari inutili. Cisint si fermi: non siamo in uno Stato del Grande Fratello”.

“Siamo di fronte alla solita pagliacciata di chi ha saputo solo distruggere e accettare gli eventi senza dare sicurezza e garanzie ai propri cittadini”, risponde il sindaco Cisint. E precisa: “Noi con le forze dell’ordine abbiamo un programma che agisce su vari fronti e che può contare anche sulla videosorveglianza. Questo drone ci darà la possibilità di trovare persone scomparse e monitorare situazioni complesse, inoltre sarà a disposizione delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e della protezione civile per l’antincendio”.

Il drone è dotato di una telecamera molto potente e ad alta risoluzione, può arrivare fino a un chilometro in altezza e fino a cinque in lunghezza, anche sotto la pioggia. Ha inoltre luci per la visione notturna, un altoparlante e una telecamera termica, per individuare eventuali focolai nel caso di incendi o per aiutare le forze dell’ordine o gli operatori dei vigili del fuoco o della protezione civile nella ricerca di persone scomparse e raggiungerle anche in zone desolate. Non sarà peraltro di esclusivo utilizzo del Comune di Monfalcone, ma tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia potranno chiedere, nel caso di necessità, il suo impiego.

L’innovativa strumentazione, costata diecimila euro inclusi i corsi di preparazione per tre agenti di Polizia locale, è stata finanziata con i fondi regionali per la sicurezza. Tre operatori sono stati appunto preparati per l’impiego del drone, con due brevetti, uno dei quali consente il volo anche nelle zone cosiddette “critiche” nel caso di necessità.

Per il segretario Pd Moretti invece “siamo al delirio securitario: in Comune sapranno cosa succede nelle case di Monfalcone, scoveranno chi butta le cicche per terra, o chi mangerà un panino a Panzano (magari perché la ditta del subappalto fa pagare al lavoratore la mensa), o chi si fa una birra o un calice fuori dal bar. Questi gli scopi del super drone al calore termico e spia al servizio della sindaca pistolera. Dopo le armi ai vigilantes (non addestrati a questo) e dopo le polizie surrogate – conclude Moretti – siamo proprio messi male”.

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