Il Faust di Goethe con la regia di Tomaž Pandur, spettacolo unico

Trieste – Per una sola serata, va in scena al Politeama Rossetti, mercoledì 5 aprile alle ore 20.30, il “Faust” del regista sloveno Tomaž Pandur, nell’accuratissimo allestimento del Teatro Nazionale Drama di Lubiana e del Lubiana Festival, con protagonista Igor Samobor.

Lo spettacolo è ospite, in prima italiana, del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia fra gli “Eventi speciali” della Stagione 2016-2017.

Fare omaggio all’estetica teatrale ammirata in tutto il mondo di Tomaž Pandur – a un anno dalla sua scomparsa – è, per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da un lato uno spontaneo ricordo di un talento così prezioso; rappresenta, dall’altro lato, la più naturale prosecuzione nell’itinerario di collaborazione con il Teatro Stabile Sloveno (che ospita a propria volta titoli della stagione del Rossetti, fra cui l’ormai prossimo “Sorelle Macaluso”). Questo pluripremiato “Faust” offre infine un’occasione di apertura della programmazione alle più interessanti proposte del teatro europeo e internazionale.

Lo spettacolo – l’ultimo messo in scena da Tomaž Pandur – fa dunque omaggio al grande visionario della scena teatrale slovena, a un talento personalissimo, a un esteta cosmopolita prematuramente scomparso nell’aprile scorso.

La produzione è nata dalla collaborazione con Livija Pandur, autrice dell’adattamento dal testo originale di Goethe (e di molti altri testi messi in scena dal suo geniale fratello), e in sinergia con il team collaudatissimo che ha contribuito alla realizzazione di molti dei sogni teatrali di Pandur: il tandem Silence per le musiche, Numen per le architetture scenografiche che racchiudono il suo mondo in bianco e nero, teso tra luci e ombre nelle quali il colore irrompe con forza simbolica.

Particolare, dunque, e molto raffinata e dark l’estetica di questo “Faust”, per cui il palcoscenico del Politeama verrà addirittura allagato, cosa che permetterà ai movimenti degli attori di provocare suggestivi effetti di schizzi d’acqua e di luci.

In scena appaiono alcuni dei migliori interpreti sloveni (Faust è Igor Samobor, un’indiscutibile star, applaudito alla Sala Assicurazioni Generali già lo scorso anno ne “Il mercante di Venezia”), tutti coinvolti in questa grande coproduzione, che dal debutto nel 2015 ha fatto il giro del mondo nell’ambito di festival internazionali di diversi paesi europei, Messico, Colombia, Corea e Cina.

Tema della riflessione di Pandur è uno dei maggiori miti europei, la storia (tratta da una leggenda medievale) di un uomo tormentato dalla sete di conoscenza, che vende la propria anima al diavolo. Faust riesce a sperimentare per un istante la desiderata pienezza dell’amore e del potere, ma il fatale contratto firmato con il sangue lo riporterà alla fine alla solitudine e alla transitorietà della vita.

In questa lettura contemporanea, che seziona la psicologia di Faust, le sue paure e le sue passioni, la solitudine del personaggio rappresenta l’alienazione dell’uomo moderno e il suo bisogno di comprendere sé stesso e il mondo che lo circonda. Nella sua lotta c’è lo struggimento per tutto
quanto è inafferrabile, impossibile da raggiungere, vivere, mantenere pienamente: la famiglia, l’amore, la giovinezza, la bellezza.

Per Pandur Faust è «una tragedia divina che tratta di pubblico e privato, di sapere e scoperta, di un bisogno inarrestabile e di uno struggimento continuo verso qualcosa di più grande e migliore, senza considerare il prezzo che si dovrà pagare per le proprie passioni. Nei secoli la vicenda di Faust si è trasformata in un archetipo delle ambizioni e dei dilemmi umani nella costante lotta tra bene e male».

Come spiega il regista stesso, in questa produzione «Il male è declinato al plurale: il diavolo non è da solo, ma arriva con l’intera famiglia e gli assistenti per mettere in scena la sua danza macabra». Faust è invece «un uomo posto tra cielo e terra, che cerca la verità e il senso della propria esistenza. Esattamente il fine del teatro: parlare e interrogarsi sulle questioni cruciali dell’esistenza umana». La ricerca di Faust è la nostra ricerca. E non finisce mai.

“Faust” di Johann Wolfgang Goethe va in scena nella regia di Tomaž Pandur e nella traduzione di Božo Vodušek ed Erika Vouk. L’adattamento è di Livija Pandur che ha assunto anche il ruolo di Dramaturg. Le scene sono creazioni di Sven Jonke (Numen), i costumi di Felype De Lima.   ha curato il video design e le musiche sono di Silence (Boris Benko, Primož Hladnik).

Tatjana Stanič è la consulente linguistica. Tomaž Pandur ha firmato anche il light design dello spettacolo che è coprodotto dal Teatro Nazionale Drama di Lubiana con il Lubiana Festival.

In scena ammireremo Igor Samobor (Henrik Faust), Branko Šturbej (Mefistofele), Barbara Cerar (Signora Mefistofele), Polona Juh (Margherita), Branko Jordan (Valentino), Uroš Fürst (Capo di Gabinetto), Robert Korošec, Filip Samobor, Žan Perko, Matic Lukšič (Membri del Gabinetto).

La recita è unica, mercoledì 5 aprile alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali, inserita fra gli “Eventi speciali” della Stagione dello Stabile regionale.

Per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

[Serenella Dorigo]

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