Giro d’Italia 2026 in Friuli, la 20ª tappa da Gemona a Piancavallo. Ricordato il 50° del terremoto

FVG – Il Giro d’Italia 2026 fa tappa in Friuli Venezia Giulia con la ventesima frazione, in programma sabato 30 maggio, che collega Gemona del Friuli a Piancavallo. Una giornata che unisce sport e memoria; la scelta dell’itinerario per celebrare il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976.

La partenza è avvenuta dalla caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli, una delle località simbolo del sisma che provocò quasi mille vittime e profonde trasformazioni nel territorio. Prima dello start ufficiale, la carovana rosa si è fermata nei pressi del cimitero monumentale per un momento di raccoglimento dedicato alle vittime del terremoto e al ricordo delle comunità colpite.

Il percorso, lungo circa 200 chilometri, attraversa numerosi centri della ricostruzione friulana, tra cui Venzone, Osoppo, Buja, Artegna, Tarcento, Nimis, Tricesimo, Majano, Forgaria nel Friuli, Maniago e Aviano, fino all’arrivo in salita a Piancavallo. L’ascesa finale, classificata di prima categoria, prevede un arrivo in quota dopo un doppio passaggio sulla salita conclusiva, elemento destinato a incidere sulla classifica generale.

La tappa presenta anche il GPM di Clauzetto, unico tratto di difficoltà intermedia nella prima parte della corsa. Il finale verso Piancavallo richiama inoltre pagine della storia recente del ciclismo, con il ricordo del successo ottenuto da Marco Pantani nel 1998.

La giornata assume un significato particolare anche sul piano istituzionale e commemorativo. Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto hanno accompagnato l’intero evento, con iniziative che hanno coinvolto la Regione Friuli Venezia Giulia e le amministrazioni locali. Nel corso della partenza è stata evidenziata la scelta degli organizzatori di inserire un riferimento simbolico sulla Maglia Rosa con la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”.

Secondo le autorità regionali, la presenza del Giro rappresenta un’occasione di visibilità internazionale e un riconoscimento alla capacità di ricostruzione del territorio dopo il sisma del 1976. Nel corso della giornata sono stati ricordati anche i volontari, le comunità locali e le istituzioni che hanno contribuito alle celebrazioni.

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