Il Consiglio Regionale approva il mandato al governatore per l’accordo finanziario con lo Stato

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno presentato da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Progetto Fvg e Movimento 5 Stelle, conferendo così pieno mandato al governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga per stipulare l’accordo finanziario con il Governo entro il 28 febbraio prossimo.

“Cambia la forma – sottolinea Fedriga – ma anche la sostanza: con il voto di oggi, non solo abbiamo compiuto un passo decisivo verso la conclusione di una negoziazione che ritengo particolarmente positiva, ma, diversamente da quanto successo in passato, siamo anche riusciti ad affermare la centralità dell’Assemblea in un processo decisionale fondamentale per la nostra comunità.”

Nove gli astenuti, due soli i contrari 2 i voti contrari (Open-Sinistra FVG e Cittadini).

Il Consiglio ha invece bocciato con 27 no (13 i sì) l’ordine del giorno delle opposizioni, a firma dei capigruppo di Pd, Open Sinistra FVG, Cittadini e Patto per l’Autonomia, che impegnava la Giunta regionale a proporre ricorso alla Corte costituzionale avverso la legge finanziaria 2019 nella parte in cui per gli anni 2020 e 2021 determina il contributo al pagamento del debito pubblico, a convocare un tavolo tecnico di lavoro con i capigruppo e a proporre al Consiglio regionale entro la prossima seduta d’Aula di fine mese una proposta dettagliata e articolata di accordo con il Governo per rafforzare l’autonomia e la specialità della Regione.

Per il governatore il voto rappresenta “Un riconoscimento all’operato della Giunta che, paragonando i trienni 2014-2016 e 2019-2021, porterà nelle casse della Regione 834 milioni di euro in più: soldi di cui l’Amministrazione potrà disporre senza vincoli, nell’unico irrinunciabile interesse dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.”

“Siglato l’accordo – puntualizza Fedriga – avvieremo subito la concertazione con Roma per la ridefinizione, come previsto nella revisione ordinamentale discussa in queste settimane, delle compartecipazioni tributarie, con particolare riferimento all’innalzamento a 9/10 della quota regionale sull’Iva: un ulteriore tassello – conclude il governatore – nel mosaico di un’autonomia sempre più compiuta”.

Le motivazioni dell’opposizione

Così Tiziano Centis (Cittadini): “Riguardo alle cifre ,non si può dimenticare che il vizio originario nei rapporti finanziari con Roma è tutto nei 370 milioni annui che il centrodestra, nel 2010, all’epoca del Governo Tondo, ha garantito allo Stato a tempo indeterminato.

“Dunque, rispetto ai numeri che Fedriga ha portato all’attenzione del Consiglio, a non convincerci per niente è l’ipotesi di una diminuzione del contributo allo Stato, oggi fissato al 12,5%, che il presidente propone raggiunga l’11,8% nell’anno corrente e nel 2020, per poi assestarsi al 10,5% nel 2021. Una richiesta troppo timida, probabilmente utile soltanto a compiacere il potere romano, alla faccia di quella autonomia del Friuli Venezia Giulia che la Lega, a ogni campagna elettorale, promette sempre di tutelare e rafforzare ma che poi puntualmente dimentica e sacrifica. Infatti altre Regioni a statuto speciale, in primis la Sicilia, hanno un contributo che pesa sul proprio bilancio soltanto per il 6%. “La strada da seguire poteva invece essere quella individuata dalle opposizioni (escluso il M5S), che hanno prodotto un documento unitario per chiedere al presidente di ricorrere entro il termine del 28 febbraio e non ratificare alcun accordo con il Governo prima di avere convocato un Tavolo regionale con tutte le forze politiche. Un confronto necessario per individuare una strategia condivisa e, soprattutto, di più ampio respiro, capace di ottenere una volta per tutte condizioni più eque e vantaggiose anche per il Friuli Venezia Giulia. Ma il centrodestra, evidentemente incapace di condurre fino in fondo un negoziato a favore della nostra Regione, ha rifiutato questa proposta”.

“Il presidente Fedriga oggi, su pressante richiesta dell’opposizione, ha finalmente accettato di illustrare la trattativa in corso con lo Stato relativamente ai patti finanziari Stato/Regione. Ebbene dopo tanto clamore mediatico nei mesi scorsi, non ha presentato un documento, ma due tabelline con quattro numeri, accennando a voce, in modo approssimativo, ad alcune proposte da fare a Roma sulla compartecipazione”.

Così il commento del consigliere regionale di Open-Sinistra FVG, Furio Honsell, dopo l’audizione del presidente della Regione sulla rinegoziazione dei rapporti finanziari con lo Stato. “Ma non c’è nulla di certo, ancora – fa presente Honsell -, anzi Fedriga ha parlato di fare ricorso entro il 28 febbraio. Forse il ‘beau geste’ di chiedere la condivisione è solo un’abile mossa per dissimulare l’incapacità di chiudere la trattativa con un Governo amico”.

 

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