Juliet fa tappa a Termoli con due appuntamenti

Termoli – A Termoli, nella Sala Ecclesia Mater della Curia Vescovile (p.za Sant’Antonio n. 6), nella serata di venerdì 22 maggio a partire dalle ore 18.00, il curatore della serata Roberto Vidali, parlerà della storia della rivista Juliet e ne illustrerà i contenuti, soffermandosi su quanti raccordi ed esperienze la rivista ha tracciato scollinando i 45 anni, la serata sarà  introdotta da Nino Barone.

Sabato 23 maggio 2026 alle ore 18.00, alla Nuova Officina Solare di Termoli (corso Nazionale n 12), a far da corollario a questa celebrazione della rivista, si inaugurerà la mostra “Percorsi interiori”, con le opere di Elisabetta Bacci e Giovanni Pulze, due autori di cui il marchio Juliet ha pubblicato, nel corso di questi anni all’incirca dieci cataloghi. Il discorso introduttivo alla mostra sarà tenuto da Roberto Vidali. La mostra, organizzata da Nino Barone, proseguirà fino al 5 giugno.

Ma scopriamo qualcosa di più di Juliet. Roberto Vidali, è stato ed è “l’anima e l’uomo di fatica” della rivista Juliet. Dopo anni di indefesso lavoro e senza alcun supporto pubblico, la rivista Juliet ha toccato il traguardo dei quarantacinque anni di attività.

La sua nascita, registrata presso il Tribunale di Trieste, con n. 581, risale al dicembre del 1980. La copertina del primo numero era il “cagnetto sputafuoco”, progettato a colori piatti, da Oreste Zevola. Da quel primo timido esordio arriviamo ad aprile del 2026 con la pubblicazione di ben 227 numeri e di circa un centinaio di edizioni collaterali e di extra issues.

L’ultimo numero – 227-  ha la cover è dedicata a Liang Hao, autore che come galleria di riferimento ha la corazzata Massimodecarlo. Luciano Marucci ha curato la IX puntata sull’Intelligenza Artificiale, il cui sottotitolo ne indica la premessa: “Potenzialità e limiti”; Vito Ancona ha firmato un saggio sull’eredità culturale delle artiste americane degli anni Sessanta e Settanta; Nick Tobier ci parla del lavoro di Draga Šušanj; Francesca Liantonio ha recensito la mostra che Francesco Lauretta ha tenuto da Giovanni Bonelli, a Milano; Ennio Bianco ci parla del lavoro di Carmine Calvanese.

Tra le pubblicazioni collaterali che la rivista madre ha pubblicato in tutti questi anni si ricordano gli allegati Photo Juliet, Juliet Design Magazine e Juliet Design Hotels e gli extra issues “L’uva di Giuseppe” (1986), “Uhei, uistitì” (1988), “Bestio!” (1993), “Libellule” (1995), “Onde di formiche a far filari” (1998), “Giungla” (1999), “Odio” (2002), “No, non è lei” (2003), “Mamma, vogghiu fa’ l’artista” (2007), “Otto fratto tre” (2010), “I pensieri di Giacomino Pixi” (2012), “Tre bacche di rovo” (2022), “Le parole risuonavano con incoraggiante semplicità” (2024). Inoltre, non sono mancate produzioni secondarie e promozionali di felpe e t-shirt (disegnate da artisti come Živko Marušič, Oreste Zevola, Enrico T. De Paris, Claudio Massini, Sergio Cascavilla, Getulio Alviani…), oltre all’esecuzione di piastrelle fermacarte (progetto di Andrea Toniolo per Cottoveneto) e di cartelle di serigrafie in tiratura limitata.

 

 

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