La morte in azienda del 18enne Lorenzo Parelli pone interrogativi sull’alternanza studio/lavoro

Udine – Proseguono le indagini sulla morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni che lo scorso 21 gennaio nello stabilimento della Burimec di Lauzacco è stato investito da una putrella da 150 chili l’ultimo giorno di alternanza studio/lavoro.

La Procura di Udine ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un passaggio dovuto avendo gli inquirenti la «necessità di svolgere attività di accertamento irripetibile nelle forme garantite di legge» come si legge nella nota diffusa dalla stessa Procura, con l’obiettivo di «addivenire a una compiuta ricostruzione della dinamica dell’infortunio mortale».

Gli inquirenti devono stabilire se esistono «eventuali ulteriori profili di responsabilità anche a carico di altre figure aziendali».

Anche se, come riferisce la stampa locale, il ragazzo “indossava il casco protettivo e i guanti”, secondo le prime ricostruzioni si sarebbe trovato in un’area a rischio.

Sempre secondo quanto riportato dalla stampa, il tutor designato dall’azienda per seguire l’alternanza studio lavoro di Lorenzo Parelli sarebbe risultato in malattia. Al suo posto era stato nominato un sostituto.

Nel frattempo ieri sera centinaia di studenti hanno manifestato a Roma per denunciare l’incidente e protestare contro l’alternanza scuola/lavoro. Ci sono stati momenti di tensione quando i ragazzi hanno annunciato di volersi dirigere verso la Camera dei deputati e il Senato.

Bloccati dalla Polizia, i giovani si sono mossi in corteo e si sono fermati a protestare di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione esibendo un lungo striscione su cui campeggiava la scritta “Sappiamo chi è stato, Lorenzo vive”.

Il tragico incidente pone nuovamente l’attenzione sull’istituto dell’alternanza scuola/lavoro, introdotto con la legge 107 del 2015 (cosiddetta “Legge della Buona Scuola”) e recentemente denominata “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” (PCTO).

Per gli studenti, che da tempo esprimono forti critiche riguardo all’alternanza, si tratta di progetti che raramente hanno utilità e attinenza rispetto al percorso di studi e sono più che altro un lavoro a costo zero.

Tuttavia secondo una recente indagine IRES oltre il 50% dei giovani, intervistati sull’esperienza in azienda, ha dichiarato che è stata “un’occasione utile per arricchire la propria formazione integrando teoria e pratica” e per oltre un terzo (34%) ha rappresentato “un’opportunità per farsi conoscere da un’azienda per un futuro ingresso nel mondo del lavoro”.

Tra le criticità segnalate dagli studenti, le principali riguardano l’organizzazione.
Ed è proprio nelle difficoltà organizzative che possono annidarsi le condizioni di rischio per l’incolumità dei giovani in azienda.

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