Le celebrazioni per i 50 anni del terremoto con il presidente della Repubblica e la presidente del Consiglio

Gemona del Friuli (Ud) – A cinquant’anni dal terremoto del Friuli del 1976, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato a Gemona del Friuli alle commemorazioni ufficiali dedicate a una delle più devastanti catastrofi naturali della storia recente del Paese. Nel suo intervento alla seduta straordinaria del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, il Capo dello Stato ha richiamato l’importanza della prevenzione e ha indicato nel percorso di ricostruzione del Friuli un riferimento ancora attuale per l’Italia.

Mattarella ha sottolineato che non basta limitarsi a mitigare gli effetti delle emergenze, ma serve agire per prevenirle “per quanto possibile”. Nel ricordare la risposta delle comunità friulane al sisma del 6 maggio 1976, ha affermato che il concetto di resilienza “trova qui la sua radice”, richiamando la capacità delle popolazioni locali di reagire alla devastazione provocata dall’“Orcolat”, la scossa di magnitudo 6.4 che colpì il Friuli e che tornò a farsi sentire anche nei mesi successivi.

Il terremoto – ha ricordato il presidente – causò quasi mille vittime, oltre 3 mila feriti e lasciò senza casa più di 100 mila persone. I comuni maggiormente colpiti furono Gemona, Venzone, Osoppo, Majano, Forgaria, Trasaghis e Tarcento. Mattarella ha ricordato come il lutto abbia raggiunto ogni famiglia e abbia inciso profondamente nella memoria collettiva del territorio e dell’intero Paese.

La giornata commemorativa si è aperta al cimitero di Gemona del Friuli, dove il presidente della Repubblica ha deposto una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime del terremoto. Successivamente, al Cinema Teatro Sociale, si è svolta la sessione straordinaria del Consiglio regionale, alla presenza, tra gli altri, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del sindaco di Gemona Roberto Revelant.

Nel suo discorso, Mattarella ha richiamato anche il ruolo svolto dai soccorritori, dai volontari, dai militari e dai vigili del fuoco nelle ore successive alla tragedia. Ha parlato di un patrimonio civile e morale che il Paese riesce a esprimere nei momenti più difficili e ha ribadito il valore della solidarietà e della coesione sociale maturate in Friuli dopo il sisma.

Le celebrazioni si sono concluse con la visita del Capo dello Stato al Museo civico Palazzo Elti, dove è stata allestita una mostra dedicata al terremoto del 1976 attraverso le pagine storiche del quotidiano Messaggero Veneto, che quest’anno celebra gli 80 anni dalla fondazione.

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