Maltempo in Friuli, oltre 250 richieste di soccorso. Tetti scoperchiati, blackout e strade bloccate dopo il passaggio della supercella
FVG – Una violenta ondata di maltempo ha attraversato il Friuli Venezia Giulia nel tardo pomeriggio e nella serata di lunedì 22 giugno, lasciando dietro di sé una serie di danni nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia. Il fronte temporalesco è stato caratterizzato dal passaggio di una intensa supercella accompagnata da violente raffiche di vento. Centinaia le richieste di soccorso, che hanno mobilitato per tutta la notte Vigili del Fuoco e volontari della Protezione civile.
Il sistema temporalesco ha attraversato la regione muovendosi da nord verso sud-ovest rispetto all’area udinese, generando fenomeni di downburst e trombe d’aria, con effetti particolarmente forti sulla pianura friulana e in diverse aree interne.
Tra le 20 e le 7.30 i Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre cento operazioni di soccorso, mentre le richieste complessive registrate durante la notte hanno superato quota 250. I comandi di Pordenone e Udine hanno eseguito rispettivamente 40 e 47 interventi, mentre una quindicina sono stati quelli effettuati dal comando di Gorizia. Alle prime luci dell’alba restavano ancora una cinquantina di richieste da evadere tra le province di Udine e Pordenone, molte delle quali necessitavano di verifiche alla luce del giorno.
Le raffiche di vento hanno provocato i danni più consistenti. In diversi comuni della provincia di Udine, tra cui Basiliano, Tavagnacco e Varmo, sono stati segnalati tetti scoperchiati e danni a edifici pubblici e privati. A Feletto Umberto e Branco, frazioni di Tavagnacco, il vento ha causato numerose criticità, mentre a Varmo si registrano danni anche ad alcune strutture scolastiche. A Rivolto è stato gravemente danneggiato un traliccio e un intero tetto è stato scaraventato sulla strada statale Pontebbana, dove in quel momento per fortuna non transitavano veicoli.
Numerosi alberi e grossi rami sono caduti sulle altre strade, causando blocchi e rallentamenti. La Tangenziale Nord di Udine e la strada regionale 101, nei pressi del cimitero cittadino, sono rimaste a lungo interdette o fortemente rallentate per consentire la rimozione delle piante abbattute dal vento.
I disagi hanno interessato anche la rete elettrica. La caduta di alberi e alcuni fulmini hanno provocato blackout diffusi in varie zone dell’hinterland udinese e della provincia di Pordenone, lasciando senza corrente numerose abitazioni per diverse ore.
Le precipitazioni, localmente molto intense, hanno inoltre causato criticità sul fronte idrogeologico. A Tolmezzo è stato riattivato un movimento franoso nei pressi dell’abitato di Cazzaso, attualmente monitorato con attenzione. Accumuli di pioggia particolarmente elevati in un arco temporale ristretto sono stati registrati anche tra il Manzanese e il Goriziano.
A Pordenone si è verificato uno degli episodi più gravi, fortunatamente senza conseguenze per le persone: un albero è precipitato su un’automobile pochi istanti dopo che gli occupanti erano scesi dal veicolo per trovare riparo in un’abitazione.
Le squadre di soccorso hanno lavorato per tutta la notte alla rimozione degli alberi caduti e alla messa in sicurezza di tetti, coperture ed elementi pericolanti. Numerose nuove segnalazioni stanno continuando ad arrivare anche nella mattinata di oggi da parte di cittadini che solo con la luce del giorno hanno potuto verificare i danni subiti.
Trieste è rimasta sostanzialmente ai margini dei fenomeni più intensi. Le raffiche di vento che hanno colpito il resto della regione non hanno raggiunto il capoluogo giuliano se non in forma lieve, limitando notevolmente le conseguenze sul territorio.
Il caldo eccezionale ha fornito l’energia alla tempesta
Secondo i metereologi, la violenza del fenomeno è strettamente collegata all’ondata di caldo che sta interessando il Nord Italia da diversi giorni. Le temperature elevate registrate sulla pianura friulana hanno infatti accumulato nell’atmosfera una grande quantità di energia e umidità, creando le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali particolarmente intensi.
L’aria calda riesce infatti a trattenere molto più vapore acqueo rispetto a quella fredda. Quando una massa d’aria più fresca e instabile proveniente dalle quote superiori o dall’Europa centrale raggiunge una pianura fortemente surriscaldata, si crea un marcato contrasto termico. L’aria calda e umida presente al suolo viene così spinta rapidamente verso l’alto, dando origine a potenti correnti ascensionali.
Durante la salita, il vapore acqueo si condensa formando grosse nubi temporalesche e liberando ulteriore energia che alimenta il sistema. Se in quota sono presenti venti che soffiano con direzioni e velocità differenti rispetto a quelli al suolo, il temporale può organizzarsi in una supercella, una delle strutture temporalesche più intense e durature.
In queste condizioni possono verificarsi raffiche di vento distruttive, grandinate con chicchi di grandi dimensioni, nubifragi concentrati in pochi minuti e fenomeni vorticosi simili a trombe d’aria. In sostanza, il caldo eccezionale degli ultimi giorni ha agito come un enorme serbatoio di energia che il passaggio dell’aria più fresca ha liberato improvvisamente, trasformando il temporale in un evento particolarmente violento.
Nonostante l’estensione dei fenomeni e i danni materiali già definiti ingenti, non risultano persone ferite in modo grave. La stima complessiva delle conseguenze economiche della perturbazione è ancora in corso e potrà essere definita solo nei prossimi giorni, una volta completati sopralluoghi e verifiche sul territorio.

