Nuove sfide per l’ Ater di Udine

Udine – La casa del futuro sarà ecologica e sociale, e dovrà contemperare alle esigenze dell’abitare e del proteggersi, nell’ottica di un’apertura allo spazio esterno, alla città, al verde urbano, alle relazioni comunitarie e interpersonali. A tracciare il quadro dell’edilizia a venire sono stati oggi gli esperti intervenuti al convegno svoltosi nel centro culturale Le Grazie in via Pracchiuso, a Udine, che ha inaugurato le celebrazioni per i 100 anni di attività dell’Ater Azienda territoriale per l’edilizia residenziale dell’ex provincia di Udine, che gestisce 8.816 alloggi in tutto il territorio provinciale (al 31/12/2020).

Un programma articolato, quello per il centenario, che include una mostra, un concorso di progettazione rivolto ad ingegneri e architetti di tutta Italia e un meeting di Federcasa, la Federazione italiana per le case popolari e l’edilizia sociale, svoltosi ieri nel capoluogo friulano, dove si sono incontrati i membri della giunta esecutiva e dalla conferenza nazionale dei dirigenti, com 40 direttori di Ater provenienti da tutta Italia, compresa ovviamente l’Ater di Trieste.

A portare i saluti dell’amministrazione comunale di Udine sono stati al convegno l’assessore alla Pianificazione territoriale Giulia Manzan, all’inaugurazione della mostra il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Cigolot.

L’impegno della Regione è recuperare una fetta più larga possibile del patrimonio dell’edilizia residenziale esistente, evitando il consumo di suolo, e la seconda grande sfida almeno fino al 2026 è cercare di intercettare i fondi che arriveranno con il Pnrr e non solo, impiegandoli nei tempi e nei modo previsti”, ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, concludendo il convegno sul tema “L’edilizia residenziale tra presente e futuro: il ruolo delle Ater” e la tavola rotonda moderata dal condirettore del Messaggero Veneto di Udine, Paolo Mosanghini. “Inoltre, ci attende un’altra importante e più alta sfida per il futuro – ha aggiunto –: cominciare a far pensare alla gente che la casa non è solo l’appartamento, ma può essere ad esempio il co-housing, l’housing sociale, secondo stili di vita che a livello nazionale non sono ancora diffusi e accettati, ma che sono stati sperimentati con successo nel nord Europa e funzionano bene già da diversi anni”. 

La prima cosa che deve fare Ater è progettare e costruire – ha detto il presidente Ater Udine Giorgio Michelutti raccogliendo il suggerimento di Pizzimenti – e per farlo deve avere i finanziamenti, che arrivano attraverso provvedimenti come il bonus 110% oppure con il Pnrr, e sono vincolati a determinati parametri, in particolare quello di rimettere in efficienza e rigenerare il patrimonio esistente. Con il 110% – ha aggiunto Michelutti – abbiamo numeri importanti e siamo partiti tra i primi, con l’appoggio del mondo bancario sulla cessione del credito, e dunque stiamo imbastendo numerosi interventi, che daranno sicuramente risultati notevoli. Ci siamo muovendo, dunque per poter portare con successo l’Ater nei prossim 100 anni.

Ater Udine punta a essere presente sul territorio non solo per le questioni tecniche degli edifici, ma sempre più come “struttura al servizio delle persone, anche tenendo conto delle trasformazioni della società. La domanda centrale posta sul tavolo dei relatori è stata quali saranno i “driver” della società attuale e di domani, “Tenendo conto – ha sottolineato il direttore dell’azienda Lorenzo Puzzi – che la qualità dei fabbricati realizzati oggi da Ater non ha nulla da invidiare alla qualità degli edifici presenti sul mercato immobiliare”. Alla tavola rotonda hanno portato il punto di vista dei costruttori Angela Martina, presidente Ance Udine, e del mondo del terzo settore don Luigi Gloazzo, direttore della Caritas diocesana di Udine.

Ricca di riflessioni e di spunti anche la prima parte del convegno, alla quale sono intervenuti, sempre moderati da Paolo Mosanghini, Andrea Staid, docente di antropologia culturale e di antropologia visuale alla Naba di Milano, Simone Furlani, docente associato di Filosofia teoretica all’Università di Udine, Giovanni Piccin, presidente dell’Ordine degli ingegneri Paolo Bon, presidente dell’Ordine degli Architetti di Udine, Alessio Fornasin, docente associato di demografia all’Università di Udine, Gianfranco Minotti, direttore ripartizione tecnica all’Istituto per l’Edilizia Sociale dell’Alto Adige. “La casa del futuro è una casa ecologica, sociale, che si espande verso l’esterno e la vegetazione”, ha suggerito Staid, mentre Furlani ha insistito sul principio della “differenza” di contro a quello della identità, sull’approccio filosofico che tiene conto del divenire più che dell’essere e considera che la casa ha un’anima la quale deve “tenere insieme una molteplicità di dimensioni”. Piccin ha parlato di “standardizzazione” nelle tecniche costruttive, per dare una risposta veloce all’esigenza abitativa, rispondendo alla necessità di “mantenere alto il livello prestazionale, sia in termini di manutenzione, che di conservazione del bene”. Minotti ha illustrato il percorso di qualità dell’Ispes di Bolzano in ambito costruttivo e manutentivo, mentre Fornasin ha sottolineato come sia fondamentale per progettare l’offerta abitativa del futuro “conoscere come si distribuiscono le famiglie, per numero di componenti e per età”.

All’incontro ha portato la sua testimonianza anche l’artista friulano Simone Mestroni, ex ultras di via Riccardo di Giusto, quartiere residenziale a forte presenza Ater di Udine, diventato oggi writer, disegnatore e promotore di progetti culturali di successo, tra cui “Città della Poesia” (opere sulle serrande dei negozi) e un libro di fumetti che uscirà presto, dove racconta la storia recente del suo quartiere d’origine

Con la mostra multimediale e un video racconto digitale, “100 anni di persone”, che è stata inaugurata sotto la Loggia del Lionello – dove resterà visitabile fino a metà novembre -, dedicata alle storie degli inquilini Ater, l’azienda vuole ripercorrere, è riscoprire e far conoscere la storia di Iacp/Ater Udine nei 100 anni passati. “Il nostro obiettivo – annota il presidente Michelutti – è riscoprire i valori che ci hanno ispirato e illustrare i traguardi finora raggiunti: questo è il punto di partenza che ci consentirà di riconoscere lo spirito originario e, per converso, di prendere coscienza di quello che siamo diventati, favorendo altresì una nuova percezione di noi tra gli utenti e l’intera cittadinanza”. Un secolo di vita dell’Ater e dei suoi abitanti è raccontato, infine, attraverso un video con interviste e grafiche animate che descrivono come l’azienda, tramite i molteplici servizi, le attività di costruzione, ristrutturazione, riqualificazione energetica degli alloggi, ha garantito il diritto alla casa, contribuendo a contrastare le crescenti disuguaglianze economiche e sociali che rendono più difficile il vivere in comune. L’accesso alla mostra è libero in qualsiasi giornata della settimana. Per chi non potrà recarsi nel capoluogo friulano, alcuni dei materiali video selezionati per il progetto espositivo saranno visibili attraverso il canale YouTube di Ater Udine.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi