Pordenone Capitale della Cultura 2027 entra nella fase operativa. 52 progetti per la città

Pordenone – I progetti inseriti nel dossier con cui Pordenone ha ottenuto il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027 comprendono interventi sugli spazi della città, nuovi poli culturali, programmi artistici e formativi, iniziative rivolte alle scuole e progetti che coinvolgono i Comuni del territorio. Il Comune li ha organizzati in quattro aree: progetti landmark, progetti di rete, progetti territoriali e Pordenone Scuola Capitale.

A settembre 2026, secondo l’ultimo quadro fornito nei giorni scorsi dall’amministrazione, 22 dei 52 progetti avevano già avuto avvio o una significativa implementazione nel corso dell’anno e 19 risultavano in fase operativa. Ad agosto la Giunta ha inoltre assegnato 1.216.703,33 euro a 21 soggetti capofila per 25 progetti del dossier, spiegando che la maggior parte delle iniziative dispone ormai delle risorse necessarie per partire o proseguire e che un successivo passaggio completerà il finanziamento.

Uno degli interventi con la maggiore componente fisica è il Polo del Futuro Musicale, destinato a Villa Cattaneo. Il progetto comprende attività di produzione musicale con le nuove tecnologie, un archivio musicale, laboratori, il Centro studi Mario Bortolotto e iniziative dedicate alla sonorizzazione del patrimonio cinematografico.

La villa non è però soltanto un contenitore destinato al 2027: il Comune ha già costituito l’organo di gestione del Polo e nel 2026 ha avviato le prime attività.

Un altro intervento riguarda la Casa del Mutilato di piazza XX Settembre, acquisita dal Ministero della Cultura nel 2025. L’edificio è destinato a ospitare MULTILATI, nuovo polo culturale multimediale dedicato al Novecento. Il progetto è uno dei landmark del dossier e prevede un percorso attraverso mostre e installazioni interattive.

Un secondo filone riguarda la trasformazione e il riuso di spazi urbani.

Il progetto dell’Ecomuseo del Noncello, nell’area dell’ex Tomadini, prevede il recupero dell’area verde e la realizzazione di un parco pubblico con un centro multifunzionale dedicato al fiume, alla biodiversità, alla storia e alla comunità.

In piazza della Motta, invece, è già attivo TU27, pensato come teatro urbano all’aperto. La piazza ospita una programmazione di teatro, cinema, danza e musica e sarà sede di Scenografie Urbane Digitali, uno dei progetti landmark del dossier. Il progetto prevede un teatro digitale immersivo con proiezioni, sistemi audio e una componente performativa. Nel 2026 il programma di TU27 ha già iniziato a utilizzare lo spazio.

Sono interventi di natura diversa, ma hanno un elemento comune: non riguardano soltanto il calendario del 2027, bensì la possibilità di utilizzare alcuni luoghi cittadini in modo diverso e continuativo.

Una parte dei progetti interviene invece sul paesaggio urbano attraverso installazioni e opere artistiche.

Surface, promosso dal Comune di Spilimbergo, prevede tre grandi mosaici collocati in spazi pubblici di Pordenone e Spilimbergo. Gli artisti selezionati lavoreranno con gli studenti, mettendo in relazione la tradizione musiva friulana e la street art.

Con Mi Discovers, invece, piccoli mosaici realizzati anche dagli utenti dell’Officina dell’Arte saranno disseminati nelle strade di Pordenone e del territorio dell’ex provincia. Le installazioni saranno accompagnate da una mappa e da un’applicazione che consentirà di individuarle.

Il programma comprende inoltre Open Patrimonio, dedicato alla fruizione del patrimonio minore attraverso QR code, contenuti digitali, video e tour virtuali.

Sul versante fotografico, il progetto BOOM ha già portato in città esposizioni, incontri e workshop con fotografi italiani e internazionali. Secondo il Comune, nel primo semestre del 2026 le attività hanno prodotto oltre 27 mila presenze.

Le iniziative non si limitano al capoluogo. Una parte dei 52 progetti è stata costruita con i Comuni dell’ex provincia, soprattutto nelle aree montane e pedemontane.

Fra queste c’è Montagna Teatro Festival, promosso dal Teatro Verdi, che porta spettacoli e attività culturali nelle comunità montane e comprende anche una scuola di teatro e un’orchestra europea formata da giovani suonatori di corno.

Cellina Dream Woods 2, sostenuto dal GAL Montagna Leader, utilizza invece il legname spiaggiato del lago di Barcis per realizzare arredi urbani e opere artistiche. Storie di Cibo punta alla mappatura digitale del patrimonio enogastronomico e alla creazione di un museo virtuale del cibo del territorio.

Nel campo delle residenze artistiche, Geografie Interiori porta fotografi, grafici, illustratori e ricercatori in Val Tramontina, mentre Vajont: raccontare il futuro prevede una residenza artistica a Erto e Casso da settembre 2026 a maggio 2027, con nuove composizioni musicali dedicate alla memoria della tragedia.

Una parte meno visibile ma consistente del programma riguarda la formazione e le nuove generazioni.

Deep Tech for Future, uno dei 52 progetti, è una summer school rivolta a giovani donne dai 18 ai 23 anni per avvicinarle alle tecnologie di frontiera. Il progetto coinvolge LEF, ITS Alto Adriatico, Polo Tecnologico Alto Adriatico, UniPordenone e Confindustria Alto Adriatico e rientra nel capitolo Pordenone Scuola Capitale.

Sul versante sociale, La Cultura che Cura coinvolge Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Centro di riferimento oncologico di Aviano e Istituto Flora di Pordenone, portando attività culturali nei luoghi della cura.

C’è poi Città Aperte, dedicato all’accessibilità, con formazione e mappatura dei luoghi accessibili, mentre altri progetti utilizzano cultura e formazione come strumenti di coinvolgimento dei giovani.

I 52 progetti sono quelli del dossier di candidatura, costruito con il coinvolgimento di circa 130 organizzazioni e 45 Comuni. Gli otto progetti promossi direttamente dal Comune sono affiancati da quelli di Regione FVG, PromoTurismoFVG e dalle numerose realtà culturali del territorio.

A questi si sono aggiunti 42 ulteriori progetti selezionati attraverso un bando comunale per accompagnare l’avvicinamento al 2027. Si tratta quindi di un secondo insieme di iniziative, finanziate separatamente e non comprese nei 52 progetti originari del dossier.

(Foto d’archivio di Paolo Celante)

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