Operazione interforze nell’area del Porto Vecchio di Trieste dopo l’incendio al Magazzino 18
Trieste – Si è svolta giovedì 5 novembre un’operazione interforze nell’area del Porto Vecchio di Trieste, dopo l’incendio al Magazzino 18 nel quale sono morte due persone nella notte tra il 1° e il 2 novembre. Nel corso dei controlli sono state rintracciate circa 50 persone. Durante l’intervento le forze dell’ordine hanno identificato dei presenti e verificato le loro posizioni amministrative, oltre a predisporre le misure necessarie per impedire nuovi accessi agli edifici dismessi.
L’operazione è stata disposta nell’ambito delle attività di coordinamento delle forze dell’ordine e ha coinvolto Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia locale, con il supporto di personale di rinforzo. Le verifiche hanno permesso di distinguere diverse situazioni: 15 persone provenivano da altre città, dove avevano già un appuntamento presso le rispettive questure; circa 20 erano in possesso di titoli rilasciati dalla Questura di Trieste. Per le altre sono ancora in corso gli accertamenti sulla posizione amministrativa.
Secondo quanto riferito dalla Questura, le verifiche sono finalizzate anche a consentire l’eventuale inserimento delle persone nel sistema di accoglienza, sotto la responsabilità della Prefettura. Al termine degli accertamenti, gli edifici interessati saranno messi in sicurezza e sottoposti a vigilanza, per evitare che possano essere nuovamente occupati o utilizzati come riparo.
I controlli arrivano dopo i primi interventi delle forze dell’ordine nelle ore successive all’incendio. In quella fase alcune persone erano state allontanate dagli immobili, ma nei giorni successivi erano emerse nuove presenze nell’area, anche negli edifici interessati dal rogo. La necessità di impedire l’accesso a strutture potenzialmente pericolose ha quindi portato a un intervento più ampio e a un presidio di sicurezza.
Resta da risolvere la questione della sistemazione delle persone che utilizzano gli edifici abbandonati come riparo. Il Consorzio italiano di solidarietà (ICS) ha riferito di disporre mediamente di circa 70 posti nei propri appartamenti, mentre stima che un centinaio di persone sia costretto a dormire in strada o nei magazzini dismessi.
ICS e i gruppi di opposizione in Consiglio comunale hanno chiesto al Comune di valutare l’apertura dell’ex mercato comunale di via Flavio Gioia, inutilizzato da anni, come struttura di accoglienza a bassa soglia. La proposta è quella di predisporre un riparo notturno con servizi essenziali che potrebbe mettere a disposizione, secondo i promotori, fino a un centinaio di posti.
Sul rogo del Magazzino 18 è intanto aperto un fascicolo della Procura di Trieste. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’incendio e le circostanze in cui si trovavano le persone presenti nell’edificio.
(Immagine di repertorio)

