Svoltasi a Redipuglia la cerimonia in onore dei caduti. A Udine il sindaco richiama il valore della pace
Redipuglia (Go) – È stata celebrata anche in Friuli Venezia Giulia il 4 novembre la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, ricorrenza dedicata alla memoria dei caduti e al valore della pace. Il Sacrario militare di Redipuglia ha ospitato la cerimonia istituzionale, con la deposizione di una corona d’alloro e la partecipazione di autorità civili e militari, studenti e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. A Udine, il sindaco Alberto Felice De Toni ha richiamato nel suo discorso le guerre in corso, la necessità di una difesa comune europea e il contributo delle Forze Armate nelle missioni internazionali.
A Redipuglia, dove riposano le spoglie di circa 100mila caduti della Prima guerra mondiale, la commemorazione ha visto la presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e del generale Francesco Bruno. La cerimonia si è svolta presso il sacello del Duca d’Aosta, con la deposizione di una corona d’alloro e un minuto di silenzio in memoria dei militari che persero la vita nel conflitto. La Russa ha poi incontrato gli studenti presenti e ha cantato con loro l’Inno di Mameli.
Redipuglia è il luogo simbolo del legame profondo del Friuli Venezia Giulia con la storia della Grande guerra. Il territorio fu teatro di alcune delle battaglie più sanguinose del conflitto e conserva numerose testimonianze di quella stagione. La ricorrenza invita a ricordare il sacrificio di chi partecipò alle battaglie e a riflettere sulle conseguenze dei conflitti, in un quadro internazionale ancora attraversato da guerre e tensioni.
Nel corso della cerimonia, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti ha richiamato anche gli effetti delle tensioni geopolitiche sulla vita quotidiana. «Il Friuli Venezia Giulia è uno dei territori che più hanno patito, nel corso della storia, il dramma dei conflitti mondiali», ha osservato, sottolineando come le crisi internazionali abbiano ripercussioni anche sull’economia, dal costo delle bollette a quello dei carburanti. Roberti ha inoltre richiamato il ruolo delle Forze Armate, chiamate a garantire la sicurezza nazionale e a operare negli scenari internazionali.
La presenza degli studenti è uno degli aspetti significativi della giornata. La commemorazione, secondo l’assessore, rappresenta un’occasione di formazione sui valori del rispetto, della convivenza civile, della pace e dell’educazione civica.
A Udine, il sindaco Alberto Felice De Toni ha dedicato il proprio intervento al rapporto fra memoria storica e responsabilità verso il futuro. Ricordare il 4 novembre, ha affermato, non significa celebrare la guerra, ma riconoscere il prezzo pagato dalle generazioni che hanno permesso al Paese di vivere in libertà e in democrazia. Il primo cittadino ha citato le guerre in Ucraina e in Medio Oriente e ha sottolineato che la pace non può essere considerata una conquista definitiva: richiede responsabilità, dialogo, diplomazia e cooperazione.
Nel discorso ha inoltre sostenuto la necessità di superare una visione limitata alla difesa nazionale per sviluppare una difesa comune europea. Un passaggio è stato dedicato ai militari della Brigata Pozzuolo del Friuli impegnati nella missione internazionale in Libano. De Toni ha ricordato anche il contributo delle Forze Armate durante il terremoto del 1976, quando intervennero a sostegno delle popolazioni colpite e nella ricostruzione delle comunità friulane.
Il richiamo conclusivo del sindaco ha riguardato il valore del servizio e della solidarietà: la libertà, ha ricordato, è un bene da proteggere ogni giorno e non può esserci sviluppo senza pace. Un messaggio che lega la memoria dei caduti alle responsabilità del presente e alla trasmissione alle nuove generazioni dei principi sui quali si fonda la convivenza democratica.

