“Questo non è amore”: Polizia in campo per prevenire e reprimere la violenza di genere

Trieste – Parlarne, non dare nulla per scontato e non fare confusione fra quelli che sono gesti e dinamiche normali e sani in un rapporto di coppia e le sole e ingiustificate e ingiustificabili, anzi da fermare prima di non poter far più nulla, da condannare e isolare, manifestazioni di violenza e di aggressione fisica e psicologica. Metterci il cuore e non spegnere la testa, accogliere chi ha subito violenza con un sorriso, dare loro fiducia e sicurezza. E far capre loro che dopo c’è un mondo, un nuovo percorso di rinascita.

Il messaggio è rivolto a tutta la cittadinanza, donne e uomini, potenziali vittime di gesti che non sono d’amore, anzi.

“Questo non è amore” è il titolo della campagna permanente che la Polizia di Stato ha avviato da qualche anno per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e che nella mattina di sabato 24 novembre, è stata ribadita in Questura a Trieste, uno dei tanti eventi e momenti di riflessione realizzati anche in città in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” che si celebra ogni 25 novembre.

Nei locali della Questura è stato allestito un punto di ascolto e informativo, presso il quale la cittadinanza ha potuto segnalare a operatori del settore situazioni anomale e denunciare violenze di genere, oltre a visionare alcuni video istituzionali e a consultare opuscoli specifici.

Presente la stampa, si è svolto anche un incontro con i principali operatori interessati dal fenomeno: amministratori comunali, avvocati, sanitari, psicologi, responsabili dei centri antiviolenza e poliziotti.

Parlarne, ma soprattutto far sapere alla cittadinanza dell’esistenza di una “rete” sociale di intervento, di accoglienza e di recupero, ben consapevoli che in certi casi non si possono chiamare amore quelle variegate condotte di violenza gratuita, malate.

Gli interventi della conferenza sono stati coordinati dal Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura, dottoressa Rosanna Conte, che ha ricordato il ruolo della Polizia di Stato nell’ambito di questa “rete” e ha fornito alcuni dati relativi alla provincia di Trieste, ribadendo quanto sia usata la misura di prevenzione dell’ammonimento emesso dal Questore, come previsto dall’articolo 8 della legge 38 del 2009. Dai dati emerge che la violenza di genere è diminuita di poco negli ultimi tre anni e che si verifica nella gran parte dei casi in famiglia, da parte del marito o del partner.

Il presidente del Goap, dottoressa Maria Ferrara, ha ribadito che “la violenza di genere è un fenomeno strutturale e non emergenziale e come tale va affrontato con una adeguata preparazione da parte degli operatori”.

Per il presidente dell’Associazione Inter Pares, dottor David Daris, “per contrastare la violenza di genere bisogna lavorare sugli stereotipi fin dalle scuole e soprattutto su quegli uomini che negano di usare violenza”.

“Bisogna essere credibili e trasmettere fiducia alle vittime, per evitare che le stesse ricadano nel circuito della violenza” ha affermato il Dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e Responsabile della comunicazione della Questura, dottor Davide D’Auria, ed “è fondamentale che le vittime sappiano come muoversi tra tribunali e procedure burocratiche e, pertanto, è necessaria la presenza di avvocati preparati a ciò” ha proseguito l’avvocato Angela Filippi, che ricorda il patrocinio gratuito e che “sono rare le richieste di risarcimento economico, quanto piuttosto viene chiesto di ricevere protezione, giustizia e il riconoscimento del proprio vissuto”.

Anche la rappresentante dell’Asuits e del SOStegno Donna, dottoressa Luisa Dudine, ha ricordato l’importanza della formazione degli operatori sanitari del Pronto soccorso, al fine di rendere efficace la “rete”.

In chiusura il dottor D’Auria e il Vice Dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, dottoressa Chiara Ippoliti, hanno ricordato quanto sia complesso e non agevole il primo intervento in simili situazioni da parte degli operatori della Volante e hanno fatto menzione del Protocollo Eva, vera e propria piattaforma che detta le linee guida.

 

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