Responso elettorale: risultato di pancia che mette all’angolo le larghe intese

FVG – Politiche 2018, ovvero il tramonto delle larghe intese. Si è discusso tanto in questi ultimi mesi della grande probabilità che, viste le alchimie di questa pessima legge elettorale dove è quasi impossibile che qualcuno riesca a governare, Renzi e Berlusconi (ovvero Pd e Forza Italia) facessero un po’ come i famosi ladri di Pisa, quelli cioè che litigano di giorno e di notte stanno insieme.

Vedrete, raccontavano acuti osservatori, che ora se le danno di santa ragione, ma poi, dal 5 marzo, governeranno insieme (magari con un Tajani o un Gentiloni a fare da premier), per la soddisfazione delle varie cancellerie europee, della Bce, ecc.

Niente di più sbagliato. In politica, alla fine, contano i numeri e le elezioni del 4 marzo, a livello nazionale, ma anche in Friuli Venezia Giulia, hanno dimostrato che i veri vincitori sono stati due: la Lega Nord, primo partito nella nostra regione e il Movimento 5 Stelle, primo in Italia e secondo partito in Fvg.

Per capirlo, bastava girare un po’ tra bar e negozi in regione e nel vicino Veneto e non serviva scomodare Platone. La gente non ne può più e non interessa minimamente il fatto che il Pil (Prodotto interno lordo) abbia un + 0 virgola qualcosa, che la ripresa stia per avviarsi (è una cosa a cui non crede nessuno), che stiamo uscendo dal tunnel e amenità varie.

La realtà che si percepisce andando al mercato è completamente un’altra: soldi che non bastano mai, anche nel “ricco” Nord, per un’imposizione fiscale da capogiro, un’Iva che in altri Paesi non esiste nemmeno sotto una certa soglia di reddito e che da noi qualche illustre pensatore vorrebbe addirittura portare al 25%, giusto per dare il colpo di grazia definitivo al commercio e alla piccola impresa, motore su cui si fonda da sempre il Belpaese.

Burocrazia alle stelle (provate ad aprire una partita Iva e ce la raccontiamo) e una questione immigrazione giunta a livelli non più sostenibili, almeno a quanto si percepisce sempre di più parlando con la gente e non facendo analisi filosofico-sociologiche vivendo a distanza siderale dal pianeta Terra.

Alla luce di queste considerazioni, vi sembra poi così strano che a vincere a mani basse siano stati due partiti che parlano più degli altri alla “pancia” delle persone, che si propongono, pur da diverse latitudini, come espressione di una politica rinnovata e più vicina al cittadino medio?

Intanto non manca il tempo per meditare. Le Camere sono convocate il 23 marzo. Ci sono quasi tre settimane per capire se ci saranno – e quali – i numeri per governare.

Maurizio Pertegato

(L’immagine è tratta dal dipinto di Gaspare Mastro “La discussione”)

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