Rugby, Serie A. Per Udine il secondo tempo è fatale ancora una volta

Udine – Udine si mangia ancora una volta le mani e, dopo un brillante avvio di partita nel quale si porta in vantaggio fin sul 17 a 0, subisce l’orgoglioso ritorno del Borsari Badia, che alla fine si impone per 38 a 23, lasciando i friulani completamente a secco, con zero punti nel paniere.
La partenza bianconera è ottima: Picchietti e compagni sono gli autentici padroni del campo, nettamente vincenti nei punti d’incontro. La prima meta arriva da rimessa sui 5 metri a cui segue un buon possesso ed il guizzo decisivo della seconda linea inglese Nick Gray. La seconda meta bianconera è frutto di un’azione di rapina di Macor, che sfrutta al meglio un errore polesano in difesa e va a marcare.
Il Badia si sveglia di colpo al 33’: buona percussione a ridosso dei 5 metri avversari sul lato destro, rimessa, possesso, apertura al largo e dalla parte opposta è Zulato ad andare in meta.
Dopo il piazzato di Tarantola per il momentaneo 20-7, quasi allo scadere è stavolta Elia Zampolli a chiudere in meta un’azione fotocopia di quella precedente.
In avvio di ripresa i friulani regalano a Zulato un intercetto dentro la propria metà campo: la volata dell’ala biancazzurra non è irresistibile perché si chiude nei 22 avversari, ma il giocatore non perde il possesso e su questo nasce la spinta decisiva che porta Mantovani in meta. Per la prima volta il Badia va in vantaggio 21-20; vantaggio che dura poco perché Tarantola dalla piazzola firma il contro sorpasso: 23-21.
Qui l’Udine si spegne ed il Badia in due mosse si prende il bonus e al 39’ chiude la partita con la quinta meta. Al 12’ i polesani vincono una mischia a metà strada fra i 22 e i 10 metri degli avversari, il mediano di mischia Boscolo prende palla, brucia la difesa ospite e lancia in meta Zulato che firma il secondo centro personale. Al 20’ Fratini segna dalla piazzola e al 39’ Boscolo va in meta con lucida scaltrezza mettendo sulla torta la ciliegina che gli vale il premio di Man of the Match.
“Questa squadra, come tutte le altre, ha punti di forza e limiti. Quando non gioca al 100 per 100 questi ultimi si vedono tutti – è l’amaro commento del coach bianconero Andrea Sgorlon – bisogna dire bravo a più di qualcuno, ma anche tirare le orecchie a qualcun’altro. Nel primo quarto dovevamo segnare almeno due mete in più perché avevamo creato quattro limpide azioni per andare a segnare. Purtroppo le abbiamo buttate alle ortiche per errori gratuiti di trasmissione e valutazione. Forse non ci sembrava neppure vero che fosse così facile segnare. Poi nella ripresa ci siamo spenti, forse anche per la frustrazione di non essere riusciti a chiudere il match già nel primo tempo. Bisogna lavorare di più e meglio e acquisire maggiore continuità”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi