Scosse di terremoto in Carnia di magnitudo 3.1 tra Preone e Verzegnis, fanno parte dello sciame sismico di questi giorni
Udine – Due scosse di terremoto nel giro di poche ore in Carnia. Oggi, 17 aprile, due eventi sismici di magnitudo 3.1 sono stati registrati tra l’area di Verzegnis e quella di Preone, senza causare danni a persone o cose.
La prima scossa è stata rilevata alle 13.24 con epicentro a circa cinque chilometri a ovest-sud-ovest di Verzegnis, a una profondità di 8,62 chilometri. La seconda si è verificata alle 17.23, con epicentro a cinque chilometri a sud-sud-est di Preone e una profondità di 12,4 chilometri. I dati sono stati confermati dai tecnici dell’OGS-CRS per la Protezione civile della Regione.
In entrambi i casi, il sistema automatico di localizzazione ha inviato le notifiche ai soggetti del sistema regionale integrato di protezione civile e agli organi di informazione pochi istanti dopo gli eventi.
Non risultano segnalazioni di danni. La centrale NUE 112 e la Sala operativa regionale della Protezione civile di Palmanova non hanno ricevuto richieste di intervento né comunicazioni di criticità da parte dei Comuni o dei Vigili del fuoco. Le uniche segnalazioni sono arrivate da Cavazzo Carnico e da un istituto scolastico di Tolmezzo, dove è stato attivato il protocollo di sicurezza con l’evacuazione di studenti e personale.
Le due scosse si inseriscono in una sequenza sismica che da alcuni giorni interessa la stessa area alpina friulana, tra Verzegnis, Preone e Moggio Udinese. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si tratta dello stesso sciame sismico in corso, caratterizzato da eventi ravvicinati e profondità comprese tra circa 8 e 11 chilometri.
Dal punto di vista geologico, questi fenomeni sono legati alla riattivazione di faglie profonde nel sistema carnico-giulio, un complesso strutturale delle Alpi sud-orientali che si estende dalla Carnia alle Prealpi Giulie, tra il Tagliamento e il Fella fino al bacino di Venzone-Gemona. L’area è attraversata da una rete articolata di faglie e strutture tettoniche formatesi durante l’orogenesi alpina.
Gli esperti classificano l’attività come ordinaria: la compressione della placca adriatica genera sforzi nel sottosuolo che, superando la resistenza delle rocce, producono sequenze di scosse di bassa magnitudo, percepite dalla popolazione ma senza effetti in superficie.

