Spaccio e consumo di droga, chiuso un altro bar a Pordenone: è il quinto in tre mesi

Pordenone – La Questura di Pordenone ha chiuso d’ufficio per un mese il “Bar Marconi” di via Marconi 16.

Il provvedimento, che si inserisce nel piano di prevenzione e sicurezza della Questura di Pordenone sul territorio cittadino, segue analoghe sospensioni dell’attività eseguiti lo scorso 10, 16, 25 maggio e 29 giugno nei confronti dei pubblici esercizi “Rayan Pizza e Kebab”, “Queen’s Bar”, “Bar Commercio” e Bar “Tiffany”.

La chiusura è stata eseguita dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura e della “Squadra Volante”.

Nel corso del tempo presso il Bar Marconi si erano verificati gravi episodi per l’ordine e la sicurezza pubblica, segnalati dagli abitanti della zona, rendendo necessario più volte l’intervento delle Forze dell’Ordine.

In particolare, il provvedimento di chiusura per trenta giorni è stato disposto dal Questore alla luce dei recenti accertamenti e controlli svolti da personale della Questura all’interno dell’esercizio risultato essere luogo di confezionamento, spaccio ed assunzione di sostanze stupefacenti.

Infatti, nella nottata di martedì 10 luglio, verso le due del mattino, un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico “Squadra Volante” aveva eseguito un controllo all’interno del Bar Marconi provvedendo ad identificare gli avventori.

Tra questi, la quasi maggior parte risultava gravata da precedenti di Polizia per reati in materia di stupefacenti, tanto che i poliziotti avevano esteso il controllo anche ai locali adibiti a servizi igienici ed all’interno dei cestini portarifiuti.

Durante una prima perquisizione gli agenti hanno trovato dischetti di cellophane utilizzati per confezionare le dosi di eroina e cocaina.

Una successiva perquisizione è stata quindi autorizzata dalla Procura della Repubblica di Pordenone ai sensi dell’art, 103 comma 3° del “DPR 309/90 T.U. Stupefacenti”.

Nel corso dell’operazione è stata ritrovata una siringa monouso ed altri ritagli di cellophane con l’estremità termosaldata a riprova ulteriore del confezionamento delle singole dosi di droga all’interno del pubblico esercizio.

Il titolare del Bar Marconi, L.B., 36enne, cittadino cinese, è stato indagato in stato di libertà in ordine al reato ex art. 79 del “DRP 309/90 T.U. Stupefacenti” Agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope.

La gravità dei fatti è ancor maggiore in quanto il confezionamento delle dosi di droga e l’assunzione della stessa, come dimostrato dal rinvenimento della siringa, avveniva all’interno del locale, costituendo un grave pericolo per la sanità pubblica e norme di igiene, trattandosi di un esercizio pubblico che somministra bevande ed alimenti in commistione con lo spaccio e l’assunzione di droghe.

Il controllo al Bar Marconi effettuato nella notte di martedì 10 luglio si inserisce nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e dei segnali provenienti dallo stesso.

Infatti, numerose erano state le segnalazioni e le indicazioni che individuavano il Bar Marconi in abituale luogo di ritrovo di spacciatori e consumatori di stupefacenti divenendo punto di riferimento ove reperire tali sostanza anche nelle ore notturne.

Numerosi sono stati anche altri episodi che hanno creato allarme e turbative per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

In particolare il Bar si era segnalato negativamente in diverse occasioni, ed in particolare nel corso delle della notti dell’8, 18 marzo e 26 giugno, quando i poliziotti della “Squadra Volante” avevano effettuato degli interventi per aggressione di clienti a seguito di litigi tra gli stessi avventori.

Nella notte dello scorso 21 maggio era stata anche segnalata della musica ad alto volume provenire dal bar. Nell’occasione i poliziotti avevano identificato numerosi clienti intenti a consumare bevande alcoliche, alcuni dei quali pregiudicati, che si erano appartati in una stanza in prossimità dei bagni.

Nella mattinata dello scorso 2 giugno inoltre due persone, consumando alcolici fuori dal bar, si erano evidenziate per un atteggiamento ostile durante il passaggio del corteo per le celebrazioni del 72° anniversario della Fondazione della Repubblica. Identificati i predetti, uno di loro è risultato avere precedenti di polizia per stupefacenti.

Il provvedimento di chiusura dell’esercizio è stato adottato dal Questore della Provincia di Pordenone, dr. Marco Odorisio, ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

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