Tornano sul Carso triestino gli speleosub della “Timavo System Exploration” alla ricerca dei misteri del Timavo: le foto

Trieste – Il 2018 dovrebbe essere l’anno delle grandi sorprese per l’esplorazione del Timavo: queste le aspettative per gli organizzatori di “Timavo System Exploration”: la Società Adriatica di Speleologia e il FFESSM (Fédération française d’études et de Sports Sous-Marins), l’associazione francese di Speleosubacquea.

Gli speleosub francesi, dopo la sosta del 2017, sono dunque tornati alla ricerca dei misteri del Timavo. Sono arrivati a scaglioni, tra venerdì 10 e sabato 11 agosto: Michel Philips, un veterano di queste immersioni; Marc Douchet e Jeremy Prieur-Drevon: anche loro avevano partecipato all’esplorazione del 2016.

Piero Luchesi, dirigente dell’Adriatica, così aveva commentato l’esito della ricerca, due anni fa: “I risultati ottenuti in questi quattro anni, nonostante le difficoltà riscontrate, sono importanti e ci forniscono nuove informazioni sulle complicate dinamiche delle acque carsiche sotterranee, e le nuove gallerie scoperte ci danno lo stimolo per proseguire nella ricerca di nuove cavità percorse dalle acque del fiume Timavo”.

Nella prima immersione 2018, avvenuta domenica 12, gli speleosub hanno controllato le sagole, il filo d’acciaio posato nell’acqua per segnare il percorso fatto. Nei giorni successivi il gruppo di esploratori ha deciso di concentrarsi sull’abisso di Trebiciano che, con i suoi due sifoni, (upstream e downstream), è sicuramente l’obiettivo che può riservare le maggiori novità esplorative.

Da segnalare per quest’anno la partnership con il progetto internazionale di ricerca “SOS Proteus”, per il monitoraggio delle popolazioni di protei nelle cavità.

Il Proteus anguinus è un anfibio urodelo (stretto parente delle salamandre e dei tritoni) che vive all’interno delle grotte carsiche di quattro stati europei (Italia, Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina): è l’unico vertebrato troglobio in tutta l’Europa, ossia che ha il suo habitat esclusivamente nelle grotte.

L’attività degli speleosub prevede il prelievo di DNA da esemplari di questo straordinario anfibio, capace di rimanere, se necessario, per lunghissimi periodi senza cibo. Esperimenti controllati hanno dimostrato che in caso di “estrema carestia” può rallentare ulteriormente il suo metabolismo, riassorbire parte dei suoi stessi tessuti e vivere fino a 10 anni a digiuno.

Aggiornamenti e mappe dell’esplorazione si possono seguire sul blog: http://timavosystemexploration2018.blogspot.com/

La fotogallery nell’abisso di Trebiciano è di Stefano Savini (Tutti i diritti riservati):

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