Vaccinazioni obbligatorie per accesso a scuola passano da 4 a 12. Codacons: anticostituzionale

Roma – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sull’obbligatorietà delle vaccinazioni a scuola allargando a 12 le vaccinazioni tassative.

Le 4 vaccinazioni già oggi obbligatorie sono: antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica, antiepatite virale B.

A queste vaccinazioni si aggiungono ora: l’anti-pertosse, l’anti- meningococco B, l’anti-meningococco C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella, il vaccino contro l’Aemophilus influenzae.

I richiami obbligatori sono, per tutti ,non solo a 6 anni come è attualmente, ma anche a 12 anni.

Da 0 a sei anni, in assenza dei vaccini i bambini non potranno accedere ad asili nido e scuole materne.

Dai 6 ai 16 anni scatta una serie di misure: si dovrà presentare alla scuola il certificato di vaccinazione, altrimenti il dirigente scolastico farà una segnalazione alla Asl, la quale contatterà la famiglia e darà un arco di tempo nel quale effettuare la vaccinazione al proprio figlio, se non lo farà andrà incontro a multe pesanti, fino a 7.500 euro.

Non solo: chi violerà l’obbligo sarà segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale.

Immediata la reazione del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori). Per l’associazione, il decreto è palesemente incostituzionale: “L’estensione dei vaccini obbligatori è un regalo alle case farmaceutiche”.
Pertanto, il decreto verrà impugnato dall’associazione al fine di ottenerne l’annullamento presso la Consulta.

“La decisione del Governo, oltre a rappresentare un regalo alla lobby dei farmaci grazie all’estensione dei vaccini obbligatori, presenta diversi profili problematici – spiega il presidente Carlo Rienzi. – La trasformazione delle vaccinazioni facoltative in obbligatorie costringerà a sottoporre i bambini ad una dose massiccia di vaccini, senza alcuna possibilità di una diagnostica prevaccinale, con conseguente incremento delle reazioni avverse che secondo l’Aifa solo nel 2013, per l’esavalente, sono state ben 1.343, di cui 141 gravi”.

“Ai rischi connessi ai trattamenti sanitari coattivi si aggiunge anche un pesante conflitto col diritto all’istruzione, oltre alla crescita abnorme dei costi per il Servizio sanitario nazionale derivante dalle decisioni del Governo – prosegue Rienzi – Resta poi l’impossibilità di ricorrere ai vaccini in forma singola e l’indisponibilità sul mercato dell’antidifterico se non abbinato ad altri vaccini.
Per tali motivi ricorreremo contro il decreto del Cdm per portarlo alla Corte Costituzionale e, se necessario, anche alle Corti di giustizia europee”.

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