Valcellina, sciacallo dorato ucciso ed esposto come trofeo: è caccia ai bracconieri

Pordenone – Un macabro ritrovamento ha sconvolto nei giorni scorsi la comunità del Parco naturale delle Dolomiti Friulane: uno sciacallo dorato è stato trovato morto, il suo corpo esposto come un trofeo al cartello di benvenuto del parco, lungo la strada che da Claut conduce a Cimolais.

La guardia forestale è stata immediatamente allertata e sta ora indagando per identificare e punire il responsabile di questo atto di bracconaggio.

Le motivazioni dietro questo gesto crudele rimangono oscure, ma si ipotizza che possa essere una protesta contro le aree protette. Alcune persone, infatti, erroneamente le considerano responsabili dell’aumento di lupi, linci, gatti selvatici e sciacalli, provenienti da Nord e Est Europa.

Un crimine contro la natura

Al di là del vile atto in sé, l’uccisione dello sciacallo dorato rappresenta una grave minaccia per la biodiversità e gli ecosistemi protetti. Questi animali, infatti, sono particolarmente tutelati da normative internazionali e la loro presenza in Friuli Venezia Giulia è un segno della ricchezza naturale della regione.

Sanzioni

In Italia, il bracconaggio aggravato dalla crudeltà verso gli animali è un reato grave che comporta sanzioni significative. Secondo il Codice Penale, chiunque provochi lesioni gravi agli animali o li sottoponga a sevizie, comportamenti crudeli, fatiche o lavori insopportabili per le loro caratteristiche fisiche, può essere punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da cinquemila a trentamila euro.

Inoltre, la legge prevede una responsabilità penale che può includere l’arresto da un minimo di due mesi fino a un massimo di un anno e un’ammenda pecuniaria di ammontare variabile a seconda della condotta posta in essere. Per i reati venatori, come il bracconaggio, sono previste condanne più severe e di carattere penale, con il ritiro immediato e definitivo della licenza di caccia se si tratta di un cacciatore.

Un impegno comune per la difesa del patrimonio naturale

L’uccisione di animali protetti e la distruzione del patrimonio naturale non sono solo reati gravi, ma sono anche un oltraggio alla bellezza e al valore inestimabile del nostro territorio. È fondamentale contrastare con fermezza questi atti di bracconaggio e sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di tutelare la fauna selvatica e gli habitat naturali.

Lo sciacallo dorato (Canis areus)

Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è un canide di medie dimensioni, con una lunghezza del corpo che varia tra i 70 e gli 85 cm, una coda di circa 25 cm e un’altezza al garrese di circa 40 cm. Il peso degli adulti si aggira tra i 7 e i 15 kg, mentre la loro vita media in natura è di circa 8-9 anni.

Il mantello dello sciacallo dorato presenta una colorazione che varia dal dorato al ruggine fino al grigio, con riflessi che gli conferiscono un aspetto elegante. Rispetto al lupo grigio, lo sciacallo è più snello, con un muso più stretto e una coda più corta.

Un animale versatile e sociale

Lo sciacallo dorato è noto per la sua grande adattabilità. La sua dieta è molto varia e comprende frutti, insetti, piccoli ungulati e carcasse. Questo lo rende un animale versatile e capace di sfruttare diverse risorse ambientali.

Lo sciacallo dorato è anche un animale sociale che vive in gruppi familiari, chiamati “famiglie nucleari”. Questi gruppi sono solitamente composti da una coppia di adulti e dai loro cuccioli.

Presenza in Italia e ruolo ecologico

Lo sciacallo dorato è presente in Italia da relativamente poco tempo, ma sta rapidamente espandendo il suo areale, provenendo dall’Europa orientale. La sua presenza è un indicatore della salute degli ecosistemi e del loro grado di naturalità.

Lo sciacallo dorato gioca un ruolo importante nell’ecosistema, contribuendo a regolare le popolazioni di prede e a ripulire l’ambiente dalle carcasse. La sua presenza non rappresenta una minaccia per l’uomo o per le attività agricole.

(Nella foto Pixabay, esemplari di sciacallo dorato)

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