Xi Jinping in Italia: opportunità e rischi di intese preliminari sulla Belt and Road Initiative

Roma – Il presidente cinese Xi Jinping è giunto a Roma da poche ore. Lo accompagnano oltre 300 tra imprenditori e operatori che parteciperanno ai forum telematici.

Il focus della visita, a parte una puntata al Colosseo, è tutto sulle intese economiche centrate sulla Belt and Road Initiative, l’imponente piano di infrastrutture e commerci avviato da Xi Jinping per proiettare l’economia cinese nei mercati occidentali.

Sabato mattina a Villa Madama il presidente cinese incontrerà il premier Giuseppe Conte. In quella sede, molto probabilmente, verrà firmato il memorandum d’intesa che avvierà i primi passi dell’Italia nella Belt and Road Initiative.

Rischi ed opportunità sono stati ben delineati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua intervista rilasciata alle agenzia cinesi:

“L’intensificazione dei nostri rapporti economici deve passare, al tempo stesso, attraverso la creazione di un contesto quanto più aperto e trasparente possibile; in cui i soggetti economici dei due Paesi possano agire in maniera equivalente, reciprocamente libera ed equilibrata, con la rimozione di barriere, che ancora si frappongono ai flussi commerciali”.

Così ancora il presidente Mattarella: “In questo senso, l’Italia è impegnata, assieme ai suoi partner europei e internazionali, a dialogare con la Cina, per permettere alle imprese delle due parti di operare in maniera equa; e di favorire l’accesso ai rispettivi mercati, tutelando in particolare la sicurezza degli investimenti e la proprietà intellettuale, nonché i principi e standard, irrinunciabili, relativi alla sostenibilità degli interventi sotto il profilo sociale, economico e ambientale”.

Critiche e preoccupazioni anche nella nostra regione, fortemente interessata dalle intese preliminari a livello commerciale, con l’Autorità Portuale dell’Adriatico orientale pronta ad entrare in campo sui collegamenti ferroviari.

Giuseppe Bortolussi, amministratore delegato di Interporto Pordenone, interpellato da ilfriuliveneziagiulia.it, ha espresso i suoi dubbi su un salto in avanti solitario dell’Italia.

Bortolussi afferma che per dialogare con un gigante come la Cina occorre una reale coesione a livello Europeo. Dev’essere l’Unione nel suo complesso a presentarsi come controparte nelle trattative, altrimenti il rischio è quello di restare alla mercé di un rapporto squilibrato.

In linea del resto da quanto sostenuto dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che così ha dichiarato: “Oggi il Parlamento europeo si esprime in maniera molto chiara sulle relazioni con la Cina, anche la Commissione Ue sta per approvare un documento, noi siamo stati molto chiari: attenzione, non possiamo diventare una nuova colonia dell’impero cinese, abbiamo il dovere di reagire e di difendere i nostri interessi, politici, economici e industriali”.

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