Presentato a Trieste l’ambulatorio odontoiatrico Caritas-Donk “Lidia Simoni” per le persone in difficoltà
Trieste – Cure dentistiche per chi vive in condizioni di fragilità: questa mattina, nella Casa di Accoglienza “Teresiano” di via dell’Istria 71, si è svolta la presentazione del nuovo corso di attività dell’ambulatorio odontoiatrico solidale “Lidia Simoni” della Caritas diocesana di Trieste, riaperto già a giugno 2025 dopo una chiusura di 5 anni avvenuta a causa della pandemia da Covid-19.
La breve cerimonia è stata presieduta dal vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, che ha impartito la benedizione ai locali.
L’ambulatorio è attualmente in funzione – un pomeriggio a settimana, il giovedì – grazie all’accordo con Donk Humanitarian Medicine e al supporto della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi). I locali, già attrezzati per prestazioni odontoiatriche, potranno ora accogliere con maggiore continuità persone che non hanno la possibilità di sostenere autonomamente i costi delle cure.
All’incontro con la stampa sono intervenuti anche il presidente di Donk Humanitarian Medicine, Stefano Bardari, il direttore della Caritas diocesana di Trieste, Giovanni La Manna, che ha moderato l’incontro, e il direttore della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell’Asugi, Roberto Di Lenarda.
Nel suo intervento monsignor Trevisi ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche che spingono molte famiglie a rinunciare alle cure dentistiche. Quando il bilancio domestico è già messo alla prova da affitti e bollette, ha osservato, le spese odontoiatriche sono spesso tra le prime a essere rimandate. Il vescovo ha ricordato l’impegno della Caritas e della rete di volontari e istituzioni che negli anni ha cercato di offrire risposte a questo bisogno, invitando altri professionisti e sostenitori a contribuire al progetto.
Il professor Di Lenarda ha evidenziato come il Friuli Venezia Giulia e in particolare Trieste dispongano di un’offerta pubblica di prestazioni odontoiatriche ampia e qualificata. Nonostante ciò, una parte della popolazione resta esclusa per ragioni economiche o culturali. L’ambulatorio nasce proprio con l’obiettivo di offrire una risposta integrata con il sistema sanitario regionale. Lo stesso Di Lenarda ha annunciato la propria disponibilità a prestare attività volontaria.
Per padre Giovanni La Manna l’iniziativa rappresenta un servizio che unisce assistenza sanitaria e attenzione alla dignità delle persone. Chi vive in difficoltà, ha spiegato, spesso rinuncia alle cure dentistiche accumulando dolore e disagio. L’ambulatorio punta ad offrire cure ma anche ascolto e accompagnamento.
Il presidente Bardari ha sottolineato il ruolo dei professionisti volontari di Donk Humanitarian Medicine. L’obiettivo è garantire una risposta stabile a chi è impossibilitato ad accedere al servizio pubblico, vuoi per mancanza di tessera sanitaria – persone senza fissa dimora, migranti, richiedenti asilo… – vuoi perché non in grado di pagare il ticket. La collaborazione tra associazione, Caritas e struttura sanitaria pubblica, ha aggiunto, dimostra l’importanza di mettere in rete competenze diverse.
All’ambulatorio potranno accedere solo le persone segnalate dal Centro di ascolto della Caritas diocesana di Trieste e dagli ambulatori medici di Donk Humanitarian Medicine, anche se si prevede di coinvolgere altre istituzioni ed associazioni attive nel campo sociale per segnalare persone in difficoltà. Le prestazioni sono garantite da odontoiatri volontari e l’appello è rivolto a nuovi professionisti che desiderano offrire la propria disponibilità.
I dati confermano la dimensione del problema. Secondo il rapporto annuale Istat 2025, nel 2024 circa una persona su dieci in Italia ha rinunciato a visite o esami specialistici a causa delle liste di attesa o dei costi delle prestazioni. Anche le cure odontoiatriche rientrano tra quelle più spesso rimandate.
Il report statistico 2025 di Caritas Italiana indica che il 15,7% delle persone seguite dall’organizzazione vive una condizione di vulnerabilità sanitaria e quasi il 10% degli interventi sanitari della rete Caritas riguarda proprio prestazioni odontoiatriche. Un fenomeno che, secondo gli operatori, resta in parte nascosto perché non tutti chiedono aiuto in modo esplicito.
(Photo credits: Luca Tedeschi)

