Decreto Sicurezza 2026, ecco cosa rischiano gli escursionisti che portano con sé il classico coltellino
FVG – Addio salamino cacciatore in zaino! Con l’arrivo della bella stagione torna la voglia di escursioni tra sentieri, boschi e montagne, ma per gli appassionati di trekking e attività all’aria aperta, il 2026 porta con sé novità sul piano normativo che renderanno problematico prepararsi i panini in quota.
Il nuovo Decreto Sicurezza 2026, entrato in vigore il 25 febbraio, introduce limiti stringenti sul porto dei coltelli fuori casa.
Tra le principali novità c’è il divieto di portare con sé coltelli pieghevoli con lama pari o superiore a 5 centimetri se dotati di sistemi di blocco, apertura a una mano o a scatto. Si tratta di modelli molto diffusi tra escursionisti e fungaioli, utilizzati per operazioni semplici ma essenziali come tagliare cibo, pulire funghi o affrontare piccole emergenze lungo il percorso.
La norma non prevede eccezioni per attività lecite come l’escursionismo
Questo significa che anche in contesti lontani da situazioni di rischio urbano, il possesso di determinati strumenti può esporre a contestazioni. Resta teoricamente consentito il porto di coltelli a lama fissa fino a 8 centimetri, ma solo in presenza di un “giustificato motivo”, che viene valutato caso per caso dalle forze dell’ordine o, eventualmente, da un giudice.
Un margine di discrezionalità che preoccupa il mondo dell’outdoor. Il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero vigilante e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l’attenzione sul tema: “Per chi frequenta e opera in montagna questi strumenti sono dotazioni di sicurezza indispensabili per il primo soccorso, la logistica e la gestione delle emergenze” scrive il CAI.
Conseguenze per chi viola le disposizioni
Le conseguenze per chi viola le disposizioni non sono trascurabili. Si va dalla reclusione da sei mesi a tre anni a sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino a 10mila euro, oltre alla possibile sospensione della patente e al divieto di porto d’armi. In caso di controlli lungo i sentieri o durante spostamenti in auto, la valutazione immediata può portare a denunce e sequestri, con eventuali sviluppi giudiziari anche in presenza di attività lecite.
Gli escursionisti sono invitati a prestare attenzione e prudenza!
Le raccomandazioni, condivise anche dalle associazioni di settore, invitano a limitare il trasporto di coltelli ai casi strettamente necessari, privilegiando modelli non vietati, come quelli a lama corta senza blocco o piccoli utensili multiuso. Fondamentale anche evitare di tenerli in tasca: preferibile il trasporto in zaino.
In attesa di eventuali chiarimenti o modifiche durante l’iter di conversione del decreto, chi frequenta la montagna si trova quindi a dover bilanciare esigenze pratiche e attenzione alle norme.
Un cambiamento che incide su abitudini consolidate e che, secondo molti operatori del settore, richiede un intervento normativo più preciso per distinguere tra contesti e utilizzi.

