Legno-arredo, nel 2025 si tira il fiato: filiera a 52,2 miliardi, export in trasformazione

Milano – Il comparto italiano del legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione di oltre 52,2 miliardi di euro, in aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Lo comunica la Federlegnoarredo nazionale, che ha reso noto il trend dell’anno appena trascorso.

Dopo il rallentamento del biennio passato, i dati indicano una fase di stabilizzazione. La filiera conta più di 62.000 imprese e oltre 292.000 addetti, con un peso rilevante sull’industria manifatturiera nazionale.

A sostenere il risultato è soprattutto il mercato interno, che sfiora i 33 miliardi di euro e cresce del 2%. Le esportazioni restano sostanzialmente stabili, poco sopra i 19 miliardi, in un contesto internazionale che presenta dinamiche differenziate tra mercati tradizionali e nuove destinazioni.

Le dichiarazioni del presidente

“Il 2025 segna pertanto un ritorno alla crescita per la nostra filiera, ma è molto probabile che si tratti di un equilibrio fragile, momentaneo. E non potrebbe essere diversamente, dato il contesto economico e geopolitico così complesso e sottoposto a cambi repentini di scenario che rendono praticamente vana ogni previsione o ragionamento a lungo termine” commenta il Presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin.

“Va altresì evidenziato come un andamento complessivamente positivo della filiera sia sostenuto in larga parte dal mercato interno, che quindi sembra aver risentito meno del previsto dello stop agli incentivi fiscali legati all’edilizia. Mentre l’export evidenzia segnali di rallentamento nei mercati tradizionali, a partire da Stati Uniti (2 miliardi) e Francia (2,9 miliardi) che chiudono il 2025 rispettivamente a -3,9% e -1,5%. Gli Stati Uniti, che rappresentano quasi il 75% dell’export della filiera nel continente, con una quota del 10,7% sul totale, condizionano in modo determinante l’andamento complessivo dell’area” conclude Felltrin.

Export tra rallentamenti e nuove rotte

L’Europa si conferma il principale sbocco commerciale con oltre due terzi dell’export complessivo. La Francia mantiene il primo posto tra i partner, anche se registra una lieve flessione. Segnali di ripresa arrivano dalla Germania, mentre il Regno Unito e la Spagna mostrano un andamento positivo.

Fuori dall’Unione europea emergono nuove aree di crescita. Gli Emirati Arabi Uniti e il Canada registrano incrementi, così come diversi Paesi africani. L’Africa, in particolare, si distingue come il continente più dinamico nel 2025, con un aumento del 13,8%.

Al contrario, si osserva un rallentamento in mercati storici come Stati Uniti e Francia. Il dato di inizio 2026 evidenzia inoltre una flessione significativa dell’export di mobili verso gli Usa, elemento che richiama attenzione sulle prospettive a breve termine.

Il ruolo del mercato interno e i comparti

Il macrosistema arredamento raggiunge un fatturato di oltre 27,7 miliardi di euro. La domanda interna sostiene la crescita, mentre le esportazioni mostrano un lieve calo. Il saldo commerciale resta comunque ampiamente positivo.

Tra i comparti, l’arredobagno cresce del 2,1% grazie sia al mercato nazionale sia a quello estero, mentre il settore cucine supera i 3 miliardi di euro, trainato soprattutto dalla domanda italiana. Il macrosistema legno registra un incremento dell’1,9%, legato in gran parte alla dinamica dei prezzi più che ai volumi.

Friuli Venezia Giulia tra i protagonisti

Il Friuli Venezia Giulia si conferma uno dei territori di riferimento per il legno-arredo in Italia. Il comparto regionale vale circa 4,9 miliardi di euro di produzione, con 1.709 imprese e quasi 20.000 addetti. Si colloca al terzo posto a livello nazionale per fatturato, dopo Lombardia e Veneto.

L’export rappresenta una componente rilevante, con circa 2 miliardi di euro l’anno. I principali distretti produttivi sono quelli di Brugnera, specializzato nel mobile, e Manzano, noto per il settore delle sedie.

Negli ultimi anni il comparto aveva registrato un rallentamento. Nel 2024 le esportazioni di mobili hanno segnato una flessione, mentre il 2023 aveva già evidenziato un calo della produzione e dell’export. Nel 2025 tuttavia ci sono stati alcuni cenni di ripresa, con un gruppo di mercati che mostrano segnali positivi, come gli Stati Uniti, insieme a Spagna, Polonia ed Emirati Arabi.

Politiche e prospettive

Per sostenere la competitività del settore, emerge la necessità di rafforzare le politiche industriali e le misure di supporto all’internazionalizzazione. In questa direzione si inseriscono anche le iniziative regionali, come il bando da 1,4 milioni di euro per l’export del legno-arredo in Friuli Venezia Giulia, destinato a progetti di promozione, partecipazione a fiere e sviluppo di reti tra imprese.

Resta centrale anche il ruolo degli eventi di settore. Il Salone del Mobile si conferma un punto di riferimento per le aziende, occasione di confronto diretto con il mercato e di visibilità a livello internazionale.

Nel complesso, il quadro evidenzia una filiera solida ma esposta alle incertezze globali. La diversificazione dei mercati e il rafforzamento della presenza internazionale rappresentano i principali fattori su cui si gioca la crescita dei prossimi anni.

 

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