Tragedia del Natisone, in aula i tempi dei soccorsi: il processo ricostruisce i minuti decisivi

Udine – Prosegue il processo per la morte di Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar, travolti il 31 maggio 2024 dalla piena del Natisone a Premariacco. Sono imputati per omicidio colposo tre vigili del fuoco e un infermiere della Sores Fvg.

Nell’udienza del 15 settembre il procedimento giudiziario è entrato nel dettaglio delle condizioni del fiume e soprattutto della possibilità concreta di intervenire in tempo. Al Tribunale di Udine sono stati ricostruiti gli ultimi minuti prima della tragedia.

In aula si è tornati sulla sequenza delle chiamate al Numero unico europeo 112, sulla trasmissione delle coordinate della posizione dei tre giovani e sull’attivazione dei mezzi di soccorso. La prima richiesta di aiuto risale alle 13.29. L’elicottero dei vigili del fuoco, il Drago con base a Venezia, fu preallertato alle 13.41 e decollò alle 14.03.

Uno degli aspetti esaminati riguarda la possibilità di raggiungere l’isolotto con un gommone. Secondo Maurizio Rosso, consulente idrogeologico della Procura, il mezzo non avrebbe consentito di arrivare in tempo. Nella sua ricostruzione, l’unico intervento che avrebbe potuto raggiungere i tre giovani prima che fossero trascinati dalla corrente sarebbe stato quello di un elicottero. Si tratta di una valutazione tecnica che dovrà essere confrontata con gli altri elementi dell’istruttoria.

Rosso ha inoltre definito quella del 31 maggio una «piena morbida», sulla base della portata del fiume. In aula è stata però ascoltata anche la testimonianza di un vigile del fuoco intervenuto quel giorno, che ha descritto condizioni del Natisone mai viste prima nella propria esperienza. Le due testimonianze riguardano piani diversi: la prima è una valutazione idrogeologica della portata, la seconda la percezione delle condizioni operative sul posto.

Il processo dovrà stabilire se la gestione dell’emergenza, compresi i tempi e le modalità di attivazione dei soccorsi, abbia inciso sulla possibilità di salvare i tre giovani.

Il procuratore capo di Udine, Massimo Lia, ha invitato a non trarre conclusioni anticipate. La prossima udienza è fissata per il 20 ottobre.

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